The interview

Il 25 dicembre 2014 nelle sale americane sarebbe dovuto uscire The Interview, commedia a sfondo politico diretta da Evan Golberg e Seth Rogen, interpretata da quest’ultimo e da uno spassoso e irriverente James Franco. Accadde però che alcune persone si innervosirono scoprendo la trama del film e un gruppo di hackers addirittura violò i sistemi informatici della casa produttrice, la Sony Pictures Entertainment. Di fronte a questi inconvenienti, la Sony decise di non lanciare il film nella data prestabilita. Le cose sono po’ più complicate di quello che può apparire a prima vista, in realtà al di sotto di questa pellicola si aggira una datata diatriba tra due Stati, o meglio tra uno Stato e il mondo intero.

Anche la rivista online http://www.wired.it/ si è posta la stessa domanda su cui si fonda tutto il film: Cosa succederebbe se un giornalista occidentale si mettesse in testa di intervistare Kim Jong-un? (per vedere l’articolo http://www.wired.it/attualita/politica/2015/02/17/impossibile-intervista-kim-jong-un/) Intervistare chi?! Kim Jong-un, il supremo leader della Corea del Nord, quello Stato che praticamente si è chiuso al di fuori del mondo, isolato materialmente tra i suoi confini e sostanzialmente nella dittatura imposta da un uomo che pretende di essere al di sopra di tutto. È il più giovane capo di Stato al mondo e non siamo nemmeno certi di quando sia nato perché al di fuori della Corea del Nord si sa davvero poco di lui. Potrebbe essere nato nel 1983 o nel 1984, di certo è che sale al potere alla morte del padre avvenuta il 27 dicembre 2011.

Di recente (maggio di quest’anno) è stata diffusa una notizia tanto raccapricciante quanto curiosa, il Ministro della difesa nordcoreano, Hyon Yong chol, accusato di “sleatà e mancanza di rispetto” è stato giustiziato da un plotone di esecuzione utilizzando “armi pesanti” , ovvero armi antiaereo. Cosa aveva fatto quest’uomo per meritarsi una simile pena? Ce lo riferisce un funzionario dell’agenzia di intelligence sudcoreana, il Ministro si era appisolato durante una parata militare e non avrebbe eseguito alla lettera gli ordini impartitegli dal capo, Kim Jong-un. Questo è solo uno dei tanti crimini assurdi e ingiustificati commessi dal leader nordcoreano, la rivista http://www.panorama.it/ ha individuato i 9 peggiori: http://www.panorama.it/news/esteri/corea-nord-crimini-peggiori-dittatore/

Con l’attacco alla Sony Pictures il noto gruppo di hacker nordcoreani, chiamato GOP, è riuscito ad ottenere una serie di informazioni riservate su alcuni dipendenti della casa produttrice, tra i quali figurano attori come George Clooney e Leonardo Di Caprio e soprattutto, misero le mani su alcune pellicole non ancora distribuite dalla Sony. Usarono tutte queste informazioni per ricattare il colosso della produzione e impedirgli di diffondere The Interview. Voi cosa avreste fatto?

Il film esce in anteprima a Los Angeles ai primi di dicembre, seguono minacce terroristiche da parte del GOP: gli obiettivi erano i cinema in cui sarebbe dovuto andare in scena The Interview. James Franco e Seth Rogen, probabilmente spaventati da queste minacce, cancellarono tutte le apparizioni in programma per i lanci del film. Alla fine la produzione ne cancellò definitivamente la distribuzione, “è un problema di sicurezza nazionale” si diceva. È la fine? No! Anche il Presidente Obama interviene per dire la sua. Certo, “gli Stati Uniti reagiranno in maniera adeguata alle minacce pervenute dal GOP”, ma la Sony ha sbagliato, “non avrebbe dovuto cedere” alle pretese di un gruppo di terroristi. C’è da dire che il governo della Corea del Nord ha sempre negato un qualsiasi collegamento con il gruppo di hacker ed è quindi impossibile dire se sia stato o meno il mandante dell’attacco informatico e, conseguentemente, delle minacce di stampo terroristico. Alla vigilia di Natale, Sony annuncia che il film verrà proiettato in 200 sale indipendenti sparse negli USA. The Interview arriverà in Italia direttamente in DVD il 25 marzo 2015.

Un gran casino per una commedia, non vi sembra? Bè, a dire il vero il leader nordcoreano non ci fa una gran figura! Una splendida figura la fa invece James Franco che recita la parte del presentatore televisivo specializzato in gossip a dir poco assurdi, in piccolezze da star e notizie di dubbia fondatezza e moralità. Non perde mai il filo conduttore della sua interpretazione, è un perfetto adolescente trentenne che usa un linguaggio e una gestualità scurrili, per usare un termine accettabile. Ha un’espressività esilarante e viene spalleggiato da un Seth Rogen decisamente sopra le righe.

Passate una serata senza pretese e pensieri e godetevi una commedia americana che a tratti può sembrare un po’ eccessiva, alla fine capirete perché ha fatto tanto rumore!

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Il mio splendido migliore amico

«Un giorno Alice arrivò ad un bivio sulla strada e vide lo Stregatto sull’albero.
– “Che strada devo prendere?” chiese.
La risposta fu una domanda:
– “Dove vuoi andare?”
– “Non lo so”, rispose Alice.
– “Allora, – disse lo Stregatto – non ha importanza”» (Lewis Carroll – Alice’s adventures in Wonderland, 1865)

Da piccola cercavo spesso la tana del Bianconiglio nei boschi, speravo nella fortuna di scorgerla nascosta tra le foglie e proprio come Alice caderci dentro per arrivare nel mondo fantastico immaginato da Carroll. Su quest’uomo si sono sprecate parole, leggende e diffamazioni. Quale che sia la verità ormai non ha molta importanza e non intendo interrogarmi sulla sua natura più o meno “onesta”. Nonostante tutto Alice nel Paese delle Meraviglie è e resterà sempre, grazie anche alle numerose trasposizioni cinematografiche, una favola incredibile, cibo per la fantasia dei bambini che si lasceranno guidare dal Bianconiglio dentro la sua tana. Io l’adoro ed è per questo che sfogliando la trama di qualche libro su internet, Il mio splendido migliore amico ha destato la mia curiosità.

La traduzione del titolo originario lascia un po’ perplessi, l’autrice A.G. Howard l’aveva intitolato Splintered e dovrebbe essere l’inizio di una trilogia. Avanzeremo nel vero Paese delle Meraviglie insieme ad Alyssa Gardner, una discendente di quell’Alice Liddell che, si dice, abbia ispirato il romanzo di Carroll. Alyssa è un’adolescente con una fissa per gli insetti, li cattura, li uccide e con i loro corpicini realizza dei mosaici. È forse un pochino sadica? Forse. La sua spiegazione è però molto più razionale: lei sente il bisbiglio incessante e irritante di insetti e fiori, ascolta le loro voci e le loro parole. Per non credere che la pazzia della madre, richiusa da anni in un ospedale psichiatrico, sia una malattia ereditaria, Alyssa ha trovato un modo tutto suo per far tacere quelle vocine.

Purtroppo non è possibile negare la realtà all’infinito, prima o poi la vera natura di ognuno emerge e, per un motivo o per l’altro, la si asseconda. Anche Alyssa dovrà fare una scelta perché non può davvero credere che sua madre sia una irrimediabile schizzata e soprattutto non può permettere a suo padre e ai medici del manicomio di sottoporla alla tortura dell’elettroshock per cercare di guarirla. Non può fare altro che assecondare la sua vera natura, accettare che probabilmente le femmine della sua famiglia sono colpite da una maledizione e che la colpa è tutta di Alice. Dovrà trovare la tana del Bianconiglio, scendere nel Paese delle Meraviglie e porre rimedio a tutti gli errori e disastri che la piccola Alice Liddell ha causato ai suoi abitanti.

A questo punto vi dovreste chiedere: cosa c’entra il suo splendido migliore amico? Ecco, me lo sono chiesta anch’io e ho trovato due possibili soluzioni. Prima: Alyssa non scende sola nel Paese delle Meraviglie, ad accompagnarla c’è il suo dolce, protettivo (troppo) amico del mondo reale Jeb. Quando si attraversa lo specchio – noto portale per il Paese delle Meraviglie – si deve desiderare con tutto il cuore il luogo in cui si intende andare, Alyssa fa di più, desidera di avere al suo fianco il suo migliore amico.

Soluzione alternativa: si scoprirà che Alyssa non solo sente la voce degli insetti e dei fiori, ma nei suoi sogni da bambina incontrava un essere alato, simile ad una falena, chiamato Morpheus. Questa falena-ragazzo altri non è che il noto Bruco di Carroll, il quale ormai cresciuto, si è trasformato in una splendida falena nera e blu. Alyssa e Morpheus sono in pratica cresciuti insieme nei sogni della ragazza, lui le ha insegnato molte cose sul Paese delle Meraviglie e sui suoi abitanti, tutte lezioni che ad Alyssa torneranno più che comode.

Vi ricordate il Paese delle Meraviglie del film Disney? Colorato e spensierato, popolato di personaggi simpatici e un po’ pazzi come il Cappellaio o lo Stregatto. C’era anche qualche personaggio malvagio, come la Regina Rossa e il suo esercito di carte da gioco. Per lo più però erano tutti carini. Dimenticatelo! Alyssa viene a trovarsi in un Paese completamente diverso, le creature che lo popolano non sono tutte cattive ma non sono nemmeno belle e gentili. Una cosa le accomuna tutte: sono decisamente fuori di testa!

Se desiderate conoscere una versione alternativa e più avventurosa del libro per bambini che ha accompagnato la vostra infanzia andate con Alyssa, non vi annoierete!

Il mio splendido migliore amico - giugno 2015

Il mio splendido migliore amico – Newton Compton Editori – febbraio 2015

Testimone inconsapevole

A natale ho scartato questo pacchettino che una cara amica mi ha portato, dentro c’era un libro. Penso sempre che regalare un libro sia una delle cose più belle, permetti ad una persona cara di entrare in un nuovo mondo, di vivere un’avventura tra creature immaginarie o inseguire serial killer tra le strade di una metropoli viva nella criminalità. E poi diciamolo, l’odore della carta nuova, lo scricchiolio della copertina e delle pagine che vengono staccate le une dalle altre per la prima volta…mi lascia sempre qualche secondo di felicità. Ad occhi semichiusi immagino in quale nuova storia entrerò questa volta.

Questa volta…sono entrata tra le righe di un giallo giudiziario, non tanto nello stile del legal triller squisitamente americano, c’è chi dice che la struttura del processo penale italiano non sia adatta a romanzi del genere. Non c’è una giuria di tuoi pari che ascolta lunghe arringhe di avvocati presi dalle emozioni e dalla “voglia di vincere”, raramente ci sono colpi di scena che lasciano tutti a bocca aperta, come il testimone alla sbarra che a sorpresa si auto incrimina confessando il terribile crimine sotto processo. La verità è che i processi penali italiani sono molto meno entusiasmanti e molto formali, pochi colpi di scena e tanta (troppa) burocrazia.

Questo romanzo però ha qualcosa di diverso e me ne sono accorta sin dalle sue prime righe. Testimone inconsapevole è il romanzo d’esordio di Gianrico Carofiglio, pubblicato nel 2002, vincitore (a ragione) di molteplici premi. Gianrico Carofiglio nasce a Bari, dov’è ambientato il suo romanzo, è laureato in giurisprudenza ed ha avuto una brillante carriera da magistrato, specializzato in indagini contro la criminalità organizzata e già qui, per mio personalissimo gusto, mi sta simpatico. Nel 2007 viene nominato consulente della commissione parlamentare antimafia e dal 2008 al 2013 è senatore della Repubblica. Vi do tutte queste informazioni perché voglio dare un’idea di chi scrive, importante per comprendere di che cosa scrive.

Se vi siete incuriositi, date un’occhiata al suo sito –> http://www.gianricocarofiglio.com/

Testimone inconsapevole, come dicevo, è ambientato a Bari. Siamo a fine anni ’90 e l’opinione pubblica è scossa da un grave caso che per la natura del crimine e, soprattutto, la natura della vittima, lascia sdegnati e inorriditi. Un bambino di una decina d’anni sparisce dalla spiaggia dov’era in vacanza con i nonni. Qualche giorno dopo, grazie ad una telefonata anonima, viene ritrovato, morto, nel fondo di un  pozzo. In quella spiaggia circolano diversi venditori ambulanti di merce più o meno contraffatta. Un professore senegalese con regolare permesso di soggiorno e licenza di venditore ambulante viene additato come il responsabile del terribile crimine. Questo sulla base della testimonianza di un commerciante del luogo, sicuro di aver visto quell’extracomunitario passare nelle vicinanze del luogo della sparizione, qualche minuto prima che la stessa si verificasse.

Guido Guerrieri è l’avvocato che assumerà il caso. Un uomo che all’inizio del romanzo appare perso, completamente inabissato nelle acque della sua vita. Il mondo gli gira attorno, lui fa quello che ha sempre fatto, va al lavoro, riscuote qualche parcella, vince qualche cause, ne perde qualcun’altra. Ha una moglie. Quando lei chiede la separazione Guido va alla deriva e da uomo perso, va pericolosamente vicino al diventare un uomo pazzo. Abdou Thiam, l’accusato tra le sbarre, si affida a quest’avvocato.

Le premesse non sono per niente buone, soprattutto per Abdou, ma neanche a Guido le cose vanno troppo bene. Ad ogni modo il processo si svolgerà dall’inizio alla fine e tra i tempi scanditi di una macchina, non troppo ben oliata, che porta dall’accusa alla sentenza, si inserisce la vita privata e l’evoluzione di Guido. Chi dei due, tra l’avvocato e il cliente, abbia aiutato l’altro non si capisce bene, ma alla fine è proprio questo il bello no? Quando la vita cambia in meglio senza che tu te ne accorga, quando l’ultima delle persone a cui ti saresti affidato, è proprio quella che alla fine ti porta, sano e salvo, a riva.

Anche se non siete amanti dei gialli ad ambientazione giudiziaria, vi consiglio Testimone inconsapevole perché sì un crimine c’è e sì c’è pure un processo, ma tra queste righe c’è molto di più.

Testimone inconsapevole

Torta morbida allo yogurt e albicocche

Cosa si può fare con un cestino di albicocche fresche, mature e dolcissime?! Una splendida torta fredda da gustare a colazione o dopo cena, leggera e ideale per le giornate calde di inizio estate.

 Ingredienti (indicativi per una tortiera rotonda di 24 cm di diametro):

  • 3 vasetti di yogurt alle albicocche da 125 gr l’uno (potete scegliere il vostro yogurt preferito, io adoro le albicocche)
  • 200 ml di panna fresca da montare
  • 100 gr di amaretti
  • 100 gr di biscotti secchi tipo digestive
  • 150 gr di burro
  • 50 gr di cioccolato fondente
  • un paio di cucchiai di zucchero di canna
  • gelatina per torte (a piacere potete scioglierci dentro, al momento della preparazione, un cucchiaio di marmellata)
  • albicocche per guarnire (o la vostra frutta preferita)

Tempo di preparazione: 20/30 min. + una notte in frigo

Prima di tutto rivestite di carta forno uno tortiera rotonda con gancio laterale (indicativamente di 24 cm di diametro, ma può andare bene anche una da 26 cm). Mettete a sciogliere a bagno maria il burro e il cioccolato fondete. Nel frattempo tritate, usando un mixer o un tritata tutto, gli amaretti e i biscotto secchi, senza farli diventare Torta morbida allo yogurt e albicocche 1briciole, vanno bene anche dei pezzetti purché non siano enormi. Quando il burro e il cioccolato saranno sciolti versateli in una ciotola insieme al trito di biscotti e ad un paio di cucchiai di zucchero di canna. Amalgamate bene il tutto e iniziate a creare il fondo della vostra torta partendo dalla base, schiacciando bene il composto in modo da impaccarlo, passate poi ai lati. Ponete il tutto in frigo per una decina di minuti.

Per la crema montate la panna e delicatamente incorporate lo yogurt con una spatola, mescolando dal basso verso l’alto per non smontare la panna. Se desiderate che la vostra crema sia più compatta e solida potete usare un paio di fogli di colla di pesce, Torta morbida allo yogurt e albicocche 2incorporandoli prima nello yogurt e poi mescolando il tutto con la panna. Altra cicca potrebbe essere l’aggiunta di qualche pezzetto di frutta fresca, io avevo lo yogurt con pezzi di frutta quindi non ne ho aggiunti altri, ma…via libera alla creatività! A questo punto prendete la base della torta e delicatamente versateci la crema cercando di distribuirla uniformemente, mettete quindi il tutto in frigo.

Torta morbida allo yogurt e albicocche 3Prendete le vostre albicocche belle succose e tagliatele a spicchi per guarnire la torta. Preparate poi la gelatina (io ho usato tortagel), a piacere sciogliete qualche cucchiaino di marmellata per rendere la gelatina più golosa. Guarnite quindi la vostra torta allo yogurt e riponetela in frigorifero per una notte così da permettere alla crema di solidificarsi. Ecco fatto, la golosità è servita!

Torta morbida allo yogurt e albicocche 4

BUONA TORTA A TUTTI!

La GENTE DA SAGRA – parte 2: Saint Patrick’s Day

“Io credo nelle fate. Lo giuro. Lo giuro.” Lo gridava Peter nel film Peter Pan del 2003, nel tentativo di salvare la povera Trilly che aveva ingoiato un pericoloso veleno al suo posto. Fate, folletti, gnomi, troll, giganti, ninfe…e chi più ne ha più ne metta! Creature fantastiche che gli esperti chiamano creature elementali perché legate ai quattro elementi della natura: acqua, aria, terra e fuoco. Che ci crediate o meno, le storie su di loro incuriosiscono e da sempre popolano l’infanzia di tutti, alimentando la fantasia e l’immaginazione. Credo sinceramente che senza le favole si perda quella piccola parte che rimane per sempre dentro di noi, anche da adulti, e che ci permette di stupirci davanti alle bellezze e curiosità di cui è pieno il mondo. Io, in fondo in fondo, ci ho sempre creduto e forse questo è uno dei motivi che mi hanno portato fino alla verde IRLANDA, oltre alla Guinness, ovvio.

Chi non ha mai sentito parlare del Leprechaun? Quel piccoletto vestito di verde, un largo cappello in testa, la barbetta rossiccia, la pipa…ma si dai, quello che si trova allaleprechaun_big fine dell’arcobaleno per difendere le pentole stracolme d’oro. Ve lo ricordate? È sicuramente il rappresentante più famoso del Piccolo Popolo irlandese. Adorabile con quello sguardo imbronciato che lo fa sembrare sempre arrabbiato ed è proprio la sua maschera ad aprire la grandiosa parata di SAN PATRIZIO che ogni anno, il 17 marzo, tinge Dublino (e tutta l’Irlanda) di verde!

Ogni anno centinaia di persone accorrono per passare qualche giorno nella capitale e guastarsi la festa, ad esempio per il 2016 (se volete prendervi per tempo) si terrà dal 17 al 20 marzo → http://www.stpatricksfestival.ie/

Sopravvivere a questa festa popolare non è cosa da poco, ma noi siamo Gente Da Sagra e non ci spaventano fiumi di persone che si riversano in ogni stradina del centro Thousands of people lined Fifth Street in St. Paul for the annual St. Patrick's Day parade,  Saturday, March 17, 2012.   (Pioneer Press: Chris Polydoroff)rendendo alcune zone praticamente inaccessibili, per dirne una il quartiere del Temple Bar è un delirio. Non ci spaventano schiere di adolescenti, pensionati, bancari, commesse, casalinghe, dottori ubriachi fradici che all’interno di ogni singolo pub si abbracciano, cantano a squarciagola canzoni improponibili di Britney Spears, brindano con pinte di scura e densa Guinness che gocciola dai bicchieri o dalle loro labbra verso un pavimento lucido, sporco e bagnato. Non ci spaventiamo se queste strane creature, che letteralmente si trasformano durante la festa di S. Patrizio, ci prendono sottobraccio e ci fanno bere eLast year's St Patrick's Day celebrations at Custom House Square proved a big hit Ð Lord Mayor Nichola Mallon says this year's event is going to be the best yet  Pic by Kevin Scott ballare. Non ci spaventa quel tassista ubriaco oltre ogni limite che cerca di parcheggiare davanti all’entrata del pub per accaparrarsi qualche cliente ancora più sbronzo di lui e quasi lincia la gente che beve allegramente sul marciapiede…No! Noi siamo Gente da Sagra e prendiamo la nostra Guinness, indossiamo qualcosa di verde e ci buttiamo nelle strade di Dublino a festeggiare, perché credetemi, se vi spaventate non uscirete incolumi da quel delirio! Ma ne vale assolutamente la pena! Ho visto cose incredibili, gente in condizioni pietose che neanche al rave party più trasgressivo si può vedere…favoloso! Il 17 marzo dovrebbe cadere almeno un paio di volte l’anno!

L’unico mio dispiace è non aver visto nessuno sfondare una vetrata del pub scambiandola per la porta..già, peccato, me ne avevano parlato così bene! E ovviamente non ho visto nessun Leprechaun altrimenti adesso sarei bella spaparanzata in qualche spiaggia caraibica a bere mojiti con a fianco la mia cara pentola piena d’oro e un piccolo Leprecauno come amico!

Bè, descrivere questa festa popolare non è semplice, è un casino totale! Vi posso dare solo un consiglio…..ANDATE AL SAINT PATRICK’S DAY!!

E adesso un po’ di Dublino… Dublino - marzo 2014

…una città bellissima che racchiude posti da favola…

Dublino 2 - marzo 2014

…luoghi più o meno noti, e tutti valgono una fermata…

Dublino 1 - marzo 2014

…se non altro per gustare un sorso fresco di Guinness, anche se non siete degli amanti della birra scura. Vi garantisco che la Guinness che beviamo in Italia non ha niente a che fare con quella che si beve nella sua madre patria!

Dublino 3 - marzo 2014

La Torta HBD – cioccolato, crema chantilly e lamponi

Volevo inventare il dolce per un compleanno, evitare i classici tiramisù o crostate. Mi serviva qualcosa di goloso e a strati…Si, a strati, perché adoro le torte enormi e generalmente stracolme di panna o di cioccolato! A chi importa della dieta?! Dopotutto è una torta di compleanno, no? Ho unito in una sola torta tre cose che adoro: CIOCCOLATO, LAMPONI e CREMA CHANTILLY! Non sapendo come chiamarla, provvisoriamente la chiameremo TORTA HBD! È un po’ complessa perché ci sono tanti ingredienti, ma la sua preparazione è molto facile…Iniziamo!

Ingredienti per il pan di spagna al cioccolato (indicativi per una teglia rotonda di 24 cm di diametro) – Tempo di cottura: 30-40 min. in forno statico a 160° (ricordatevi di non aprire mai il forno nella prima mezz’ora):

  • 30 gr di cacao in polvere amaro
  • 15 gr di miele
  • 130 gr di farina 00
  • 3 uova intere
  • 8 tuorli (gli albumi teneteli da parte, magari per fare delle golose spumiglie)
  • 50 gr di fecola di patate
  • 200 gr di zucchero
  • una puntina di cucchiaino di lievito per dolci

Ingredienti per la crema chantilly – Tempo di preparazione: 15 min. circa + una notte per far macerare la bacca di vaniglia nella panna:

  • 250 ml di panna fresca
  • 1 bacca di vaniglia
  • 50 gr di zucchero a velo

Per farcire: marmellata di lamponi q.b.

Per guarnire:

  • 200 gr di cioccolato fondente
  • 50 gr di burro
  • lamponi freschi

La sera prima del giorno fissato per la preparazione versate la panna fresca in una ciotola dalle sponde alte, prendete la bacca di vaniglia, tagliatela dal lato lungo con un coltello affinalo, estraete i semi raschiando la bacca e immergete il tutto (semi e bacca) nella panna. Coprite con della pellicola e riponete in frigo per tutta la notte, così la panna assorbirà tutto il sapore e il profumo della vaniglia.

Prepariamoci quindi a creare il pan di spagna al cioccolato. Sbattete in una planetaria Torta HBD 5(o con uno sbattitore elettrico) le uova con lo zucchero e il miele, aggiungete un pizzico di sale, dovrete ottenere un composto gonfio e schiumoso (in media ci vogliono dai 15 ai 20 minuti). Aggiungete i tuorli continuando a sbattere ancora per un quarto d’ora circa.

Setacciate farina, lievito, fecola di patate e cacao amaro. Uniteli al composto eTorta HBD 4 mescolate il tutto con una spatola lentamente, dal basso verso l’alto, per non smontare il composto. Imburrate una teglia da forno (possibilmente dotata di gancio laterale) e rivestitela di carta forno. Versate il composto e infornate a 160° (forno statico) per 30 min. trascorsi i quali potete controllare la cottura con uno stuzzicadenti ed eventualmente lasciare per altri 10 min.

Torta HBD 3Trascorso il tempo sfornate e lasciate intiepidire prima di aprire il gancio della torta. Dovrà risultare abbastanza alta perché va tagliata in tre parti. Io di solito uso un apposito filo (comprato da Ikea ma penso che si trovi ovunque), oppure si può usare semplicemente un coltello.

Passiamo alla crema. Prendete la panna dal frigo e filtratela con un colino in modo da eliminare i residui più grandi della bacca. Montate la panna con lo sbattitore elettrico. Appena sarà montata, continuando a sbattere, unite lo zucchero a velo un po’ alla volta.

Prima di farcire la torta mettete a sciogliere a bagno maria il cioccolato fondente e il burro per la copertura. Prendete quindi il pan di spagna già tagliato in modo da formare Torta HBDtre strati e ponente il primo strato sopra una gratella con sotto della carta da forno (ci servirà per quando verseremo la copertura sopra la torta). Sul primo strato spalmate la marmellata, sul secondo la crema chantilly, o viceversa.

Quando il cioccolato e il burro saranno fusi ricoprite la torta partendo dal centro, aiutatevi con un cucchiaio o un coltello per livellare la glassa. Passate poi ai lati della torta. Se il cioccolato cola non vi preoccupate, sotto c’è la carta forno, eviterete così di sporcare ovunque. Mentre il cioccolato è ancora tiepido decorate la torta con dei lamponi freschi.

Lasciate solidificare il cioccolato sulla gratella e quando sarà freddo potete spostare la torta infilando due lunghi coltelli (o delle spatole) sotto la base. Il risultato dovrebbe essere più o meno questo

Torta HBD 1

BUONA HBD A TUTTI!!

Dalla Turchia con un tocco di Italia..Bulgur con pollo e verdure

Ho scoperto da poco questo ingrediente originario della Turchia, la Bulgur. Si tratta di bulgurun prodotto della lavorazione del frumento, i chicchi di solito vengono cotti al vapore ed essiccati, macinati e ridotti in piccoli pezzi fino ad ottenere questo aspetto

Ha le stesse proprietà nutritive del frumento, quindi è ricco di carboidrati complessi, per lo più amido, proteine e povero di grassi. Adesso che si avvicina l’estate è un alimento ottimo da mangiare freddo, una valida alternativa ad una insalata di riso o di farro.

Ingredienti (le dosi sono per circa 4 persone, si tratta di un piatto unico quindi risulteranno abbondanti):

  • 250 gr di bulgur (per cuocerla serviranno 600 ml di acqua fredda e un pizzico di sale grosso)
  • 500 gr di petti di pollo
  • 1 porro
  • 1 peperone
  • 2 carote
  • 1 zucchina
  • spezie a piacere

Tempo di preparazione: 30 min + 20 min circa per la cottura del bulgr

Iniziate con il porro, levate le foglie più esterne che sono più dure e tagliatelo finemente, fatelo quindi appassire a fuoco dolce con un po’ d’olio extravergine d’oliva in una padella capiente. Tagliate poi carote, peperoni e zucchine a striscioline più o meno delle stesse dimensioni e unitele al porro in quest’ordine, aggiustate di sale e pepe. Non cuocete troppo le verdure, devono restare croccanti.

Togliete le verdure dalla padella e lasciatele da parte, fate quindi rosolare su tutti i lati il pollo precedentemente tagliato a dadini, aggiustate di sale e pepe. Quando il pollo sarà rosolato e ancora tenero (non completamente cotto) aggiungete le verdure e speziate a piacere. Io ho usato curry, cumino, noce moscata, curcuma, le dosi delle singole spezie vanno a piacere, potete usare anche solo il curry e sarà delizioso. Attenti a non esagerare altrimenti coprirete il gusto degli ingredienti principali. Lasciate il tutto a cuocere per qualche minuto a fuoco dolce, spegnete quando il pollo sarà cotto e bello tenero.

Nel frattempo in una pentola mettete 600 ml di acqua fredda, un pizzico di sale grosso (non troppo) e il bulgur (che avrete precedentemente risciacquato). Mettete sul fuoco, Bulgur con pollo e verdureda quando l’acqua inizia a bollire contate 10 min e sarà pronto (in ogni caso seguite le istruzioni per la cottura che trovate sulla scatola).

Il bulgur dovrebbe aver assorbito tutta l’acqua (come un cous cous per intendersi), aggiungetelo quindi alle verdure e alla carne, mescolate il tutto e servite!

BUON BULGUR A TUTTI!!

Brownies…la golosità facile facile

Chi non conosce queste dolcezze americane??!! Se siete, come me, dei golosi di natura non potete non averli assaggiati e vi assicuro che farli è semplicissimo. Il loro nome deriva probabilmente dal colore marrone intenso, brown appunto, si dice che sia comparso per la prima volta tra le pagine del Boston Cooking School Cookbook, nel lontano 1896. Sulla loro nascita c’è chi racconta che un cuoco un po’ sbadato dimenticò di aggiungere lievito al suo dolce di cioccolato e nocciole, altri sostengono che Bertha Palmer chiese un dessert che non sporcasse le mani, altri ancora li attribuiscono alla World’s Columbian Exposition (1892) tenutasi al Palmer House Hotel di Chicago. A dire la verità mi interessa gran poco delle dicerie sulle loro origini, ciò che conta è che sono DELIZIOSI!

Ingredienti – dosi per una teglia (quadrata) di 20cm×28cm circa:

  • 175 gr di burro
  • 2 uova
  • 200 gr di zucchero
  • un po’ di sale
  • 45 gr di nocciole (oppure abbondate se ne andate golosi)
  • 5 gr lievito vanigliato
  • 200 gr cioccolato fondente (regola numero 1: più buono è il cioccolato, più buoni saranno i brownies)
  • 100 gr farina tipo 00
  • 20 gr cacao in polvere amaro

Tempo preparazione: 20 min. circa, più 30/35 min. di cottura

Prima cosa da fare è mettere sul fuoco una pentola con un po’ d’acqua per sciogliere a bagno maria il burro e il cioccolato fondente. Quando il composto sarà completamente sciolto e senza grumi, aggiungere anche il cacao in polvere e mescolare per bene. Fatto questo, spegnere il fuoco e lasciate la pentola con il composto da una parte a far intiepidire.

È arrivato il momento delle uova, se ce l’avete potete usare una planetaria altrimenti va bene uno sbattitore elettrico. Unite e sbattete uova, zucchero e il pizzico di sale finché non otterrete un composto spumoso e di colore giallo chiaro. Unite quindi il cioccolato fuso e amalgamate il tutto.

Setacciate dentro la ciotola con il composto la farina e il lievito, mescolate il tutto e aggiungete le nocciole precedentemente tritate (per la grandezza dei pezzi fate voi, di solito sono abbastanza grandi, quasi intere).

Rivestite la teglia con la carta da forno e versate l’impasto, livellatelo poi con una spatola o un cucchiaio. Infornate a 180° (forno ventilato) per 30/35 minuti, controllate la cottura dopo circa 25 minuti.

Quando saranno cotti togliete la torta dalla teglia e lasciatela intiepidire, poi tagliatela nei classici quadratoni, se vi piace spolverate con un pizzico di zucchero a velo, altrimenti azzannateli così come sono! FANTASTICI! Ottimi per una colazione sostanziosa o per una merenda sfiziosa…o anche dopo pranzo, o dopo cena o quando ne avete voglia!

BUON BROWNIE A TUTTI!!!

Spezzatino con albicocche e pinoli al modo di Ispahan

Adoro la cucina etnica con i suoi caratteristici sapori forti, speziati, agrodolci. Quando ho letto questa ricetta mi è subito venuta l’acquolina in bocca! L’originale andrebbe con la carne di agnello (la spalla disossata) ma non sono un’amante di questo tipo di carne, quindi ho provato ad usare il manzo…ottimo risultato!! Ispahan, meglio nota come Esfahan, è una città situata nell’Iran centrale, ci troviamo nel cuore della Persia e la cucina persiana è un perfetto connubio di sapori, l’uso delle spezie è così raffinato che non copre mai il sapore dei cibi, lo esalta. Ok, bando alle ciance e vediamo subito come si prepara lo Spezzatino al modo di Ispahan.

Ingredienti – le dosi sono indicative per due persone, considerate che si tratta di un piatto unico, quindi saranno abbondanti

  • 500 gr circa di polpa di manzo (si può usare tranquillamente la carne da spezzatino già tagliata a pezzetti, basta ridurli un po’)
  • 1 cipolla bianca
  • una decina di albicocche secche (o anche di più se volete dare un sapore più dolciastro allo spezzatino)
  • pinoli a piacere
  • sale, pepe nero e zucchero q.b.
  • riso basmati per accompagnare

Tempo di preparazione: 20 min. + 2 ore di cottura (o anche di più, lo spezzatino sarà pronto quando la carne sarà diventata tenerissima)

Tagliate la polpa di manzo a pezzetti e togliete l’eventuale grasso presente, la grandezza dei pezzetti dipende dal vostro gusto personale, io li faccio abbastanza piccoli in modo che non si debbano tagliare ancora, dei perfetti bocconcini. Scaldate dell’olio extravergine d’oliva in una pentola abbastanza capiente, potete anche usare una pentola di terracotta, i tempi di cottura si allungano, ma la carne risulterà molto più tenera. Rosolate per bene i bocconcini su tutti i lati, quindi toglieteli dalla pentola e metteteli da parte.

Nella stessa pentola, in cui dovrete aver lasciato l’olio, fate appassire la cipolla tagliata grossolanamente. Unite quindi la carne. Salate e pepate. Coprite la carne con acqua e lasciate cuocere per almeno mezz’ora/quarantacinque minuti. Trascorso il tempo aggiungete le albicocche e proseguite la cottura sempre lasciando il coperchio sulla pentola, magari un pochino sollevato in modo da far uscire un po’ di vapore.

Spezzatino con albicocche e pinoliMescolate di tanto in tanto, controllate il livello dell’acqua, aggiustate di sale e pepe e aggiungete un po’ di zuccheroSpezzatino di manzo al modo di Ispahan se preferite un sapore più dolce.

Finché lo spezzatino cuoce preparate anche il riso. Quando mancano una decina di minuti alla fine della cottura, aggiungete i pinoli. Ed ecco pronto lo spezzatino al modo di Ispahan!!

BUON SPEZZATINO A TUTTI!!