Testimone inconsapevole

A natale ho scartato questo pacchettino che una cara amica mi ha portato, dentro c’era un libro. Penso sempre che regalare un libro sia una delle cose più belle, permetti ad una persona cara di entrare in un nuovo mondo, di vivere un’avventura tra creature immaginarie o inseguire serial killer tra le strade di una metropoli viva nella criminalità. E poi diciamolo, l’odore della carta nuova, lo scricchiolio della copertina e delle pagine che vengono staccate le une dalle altre per la prima volta…mi lascia sempre qualche secondo di felicità. Ad occhi semichiusi immagino in quale nuova storia entrerò questa volta.

Questa volta…sono entrata tra le righe di un giallo giudiziario, non tanto nello stile del legal triller squisitamente americano, c’è chi dice che la struttura del processo penale italiano non sia adatta a romanzi del genere. Non c’è una giuria di tuoi pari che ascolta lunghe arringhe di avvocati presi dalle emozioni e dalla “voglia di vincere”, raramente ci sono colpi di scena che lasciano tutti a bocca aperta, come il testimone alla sbarra che a sorpresa si auto incrimina confessando il terribile crimine sotto processo. La verità è che i processi penali italiani sono molto meno entusiasmanti e molto formali, pochi colpi di scena e tanta (troppa) burocrazia.

Questo romanzo però ha qualcosa di diverso e me ne sono accorta sin dalle sue prime righe. Testimone inconsapevole è il romanzo d’esordio di Gianrico Carofiglio, pubblicato nel 2002, vincitore (a ragione) di molteplici premi. Gianrico Carofiglio nasce a Bari, dov’è ambientato il suo romanzo, è laureato in giurisprudenza ed ha avuto una brillante carriera da magistrato, specializzato in indagini contro la criminalità organizzata e già qui, per mio personalissimo gusto, mi sta simpatico. Nel 2007 viene nominato consulente della commissione parlamentare antimafia e dal 2008 al 2013 è senatore della Repubblica. Vi do tutte queste informazioni perché voglio dare un’idea di chi scrive, importante per comprendere di che cosa scrive.

Se vi siete incuriositi, date un’occhiata al suo sito –> http://www.gianricocarofiglio.com/

Testimone inconsapevole, come dicevo, è ambientato a Bari. Siamo a fine anni ’90 e l’opinione pubblica è scossa da un grave caso che per la natura del crimine e, soprattutto, la natura della vittima, lascia sdegnati e inorriditi. Un bambino di una decina d’anni sparisce dalla spiaggia dov’era in vacanza con i nonni. Qualche giorno dopo, grazie ad una telefonata anonima, viene ritrovato, morto, nel fondo di un  pozzo. In quella spiaggia circolano diversi venditori ambulanti di merce più o meno contraffatta. Un professore senegalese con regolare permesso di soggiorno e licenza di venditore ambulante viene additato come il responsabile del terribile crimine. Questo sulla base della testimonianza di un commerciante del luogo, sicuro di aver visto quell’extracomunitario passare nelle vicinanze del luogo della sparizione, qualche minuto prima che la stessa si verificasse.

Guido Guerrieri è l’avvocato che assumerà il caso. Un uomo che all’inizio del romanzo appare perso, completamente inabissato nelle acque della sua vita. Il mondo gli gira attorno, lui fa quello che ha sempre fatto, va al lavoro, riscuote qualche parcella, vince qualche cause, ne perde qualcun’altra. Ha una moglie. Quando lei chiede la separazione Guido va alla deriva e da uomo perso, va pericolosamente vicino al diventare un uomo pazzo. Abdou Thiam, l’accusato tra le sbarre, si affida a quest’avvocato.

Le premesse non sono per niente buone, soprattutto per Abdou, ma neanche a Guido le cose vanno troppo bene. Ad ogni modo il processo si svolgerà dall’inizio alla fine e tra i tempi scanditi di una macchina, non troppo ben oliata, che porta dall’accusa alla sentenza, si inserisce la vita privata e l’evoluzione di Guido. Chi dei due, tra l’avvocato e il cliente, abbia aiutato l’altro non si capisce bene, ma alla fine è proprio questo il bello no? Quando la vita cambia in meglio senza che tu te ne accorga, quando l’ultima delle persone a cui ti saresti affidato, è proprio quella che alla fine ti porta, sano e salvo, a riva.

Anche se non siete amanti dei gialli ad ambientazione giudiziaria, vi consiglio Testimone inconsapevole perché sì un crimine c’è e sì c’è pure un processo, ma tra queste righe c’è molto di più.

Testimone inconsapevole

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