L’elenco telefonico di Atlantide

Tullio Avoledo è nato nel 1957 in provincia di Pordenone, si è laureato in giurisprudenza e lavora nell’ufficio legale di una banca a Pordenone.

Giulio Rovedo divide la sua vita tra la Cassa di Credito Cooperativo del Tagliamento e del Piave, o meglio nota come CCCPT, e il condominio denominato il Nobile a Pista Prima, nel nord-est. Il dott. Rovedo è il resposabile dell’ufficio legale della CCCPT.

Notate qualche somiglianza tra i personaggi? Si? Bene, il primo è l’autore, il secondo è il protagonista del romanzo L’elenco telefonico di Atlantide, pubblicato nel 2003. Quando i libri imitano la vita…

Giulio è sposato con Natalie e ha un bambino, Oliver. Si sono trasferiti qualche anno fa nella casa della suocera perchè al condominio Nobile era impossibile vivere con un bambino piccolo. Soprattutto a causa delle continue scenette moleste trasmesse ad ogni ora dall’inquilino del piano di sopra. Un certo Architetto Fabrici, che architetto non è. Di sicuro però è un alcolizzato e una persona di dubbia moralità, disonesta e maleducata. Si dice che ognuno vive la sua personale storia interiore, che ognuno cerca di affrontare la propria sofferenza e le proprie difficoltà, si dice anche che non si dovrebbe mai giudicare una persona solo per i suoi modi perchè non si sa mai quale battaglia interiore stia attraversando in quel momento. Giulio, senza volerlo, avrà modo di capire qual’è la battaglia che Fabrici sta combattendo ormai da anni.

Il lavoro all’ufficio legale della CCCPT è sempre lo stesso, Giulio ormai è una sorta di automa che nuota tranquillamente nell’oceano di carte, fax e telefonate con richieste di consulenze legali delle più disparate sorti. Si destreggia anche piuttosto bene nel suo lavoro. Poi c’è da dire che alla CCCPT è l’unico impiegato dell’ufficio legale, quindi o lui…o lui. I problemi arrivano quando un grosso gruppo bancario, Bancalleanza, intende acquisire la più modesta CCCPT. Proprio da qui inziano le disavventure di Giulio, o meglio le sue sfighe.

La trama intreccia la vita lavorativa e personale di Giulio in modo quasi inscindibile, alcune persone che entrano nella sua vita a causa della fusione, come Cecilia Mazzi – altrimenti nota come la rovina del matrimonio – saranno al centro dell’evoluzione della sua vita personale. Un altro incontro avrà dei risvolti sconcertanti nella storia. Durante il viaggio di ritorno in treno da Milano, dove si trova una delle sedi di Bancalleanza, Giulio conosce un personaggio particolare, una specie di professore. Si chiama Libonati ed è veneziano. Questo strano tizio gli racconta delle storie ancora più strane, soprattutto con riferimento ad un giocattolino che Giulio aveva comprato alla stazione per Oliever. La riproduzione di un dio egizio, un certo Apophis, che dovrebbe essere un demonio, una divinità caotica e cattiva. Eppure, come spesso accade, anche lui ha una doppia faccia. Non è uno stinco di santo, ma nemmeno la cosa peggiore che ti può capitare.

Mentre il matrimonio di Giulio va a rotoli e Natalie lo caccia di casa, Giulio sta anche per perdere il lavoro. Un hacker ha creato il sito della CCCPT buttandolo un pochino sul porno e ha messo all’asta il dominio (siamo nel 2000), decide di ricattare la banca e questi a chi passano la patata bollente? A Giulio! Le cose scivolano sempre più in basso e qualcuno all’interno della banca vuole liberarsi di lui, soprattutto perchè non è esattamente un personaggio facile con cui trattare. In più ci si mette il suo amico Franco che una sera a cena gli sgancia la bomba atomica: è malato di AIDS. Insomma, peggio di così cosa può succedere?

Eh…il fondo è difficile da raggiungere.  Quel professore che ha incontrato sul treno, quel Libonati, diventa un personaggio chiave in una sorta di devizione mistica. Si dice che Bancalleanza non sia solo una banca, si dice che sia controllata da un gruppo di persone potenti che nascondono dietro opere di bene, come la costruzione di musei o finanziamenti di ricerche, scopi tutt’altro che benefici. Si presume che siano alla ricerca di qualcosa che potrà conferire loro un potere assoluto, quella che dai libri di storia e soprattutto dalla Bibbia, conosciamo come Arca dell’Alleanza.

Il fatto è che probabilmente Libonati e altri personaggi eccentrici hanno capito dove si trova e Giulio è inesorabilmente legato sia a questo luogo che a coloro che la cercano.

A tutto questo aggiungiamo l’immenso scetticismo di cui il nostro protagonista è vestito e la teorizzata esistenza di mondi paralleli cui è possibile accedere, il risultato finale è che – come dice lo stesso Giulio – mancano solo gli UFO! La cosa non è esattamente facile da mandare giù, ma a volte, anche le cose più assure e inverosimili sono quelle più semplici.

Questo romanzo è assolutamente geniale! Il protagonista, Giulio, è eccentrico, a volte antipatico e un tantino stronzo, in più di un’occasione mi è stato proprio sulle palle, ma nel complesso è favoloso. Perchè è una persona. Una persona vera, con pregi e difetti, con dubbi morali e con i piedi per terra. Credo che più di qualcuno si possa tranquillamente identificare con lui. Penso sia difficile costruire e dare vita ad un personaggio come questo, Avoledo c’è riuscito alla grande.

C’è poi un aspetto del romanzo che ho davvero adorato. I dialoghi. Sono incredibili, non ti lasciano respiro, uno scambio di battute intelligenti e sensate, molto serrati e sempre coerenti. Facili da seguire e veloci. Ci vuole talento. I colloqui telefonici, ad esempio, sono davvero esilaranti e chi ha davvero a che fare con uffici legali, banche, ecc. si riconoscerà esattamente nella situazione. Volete un esempio?

Per prima cosa, in ossequio alla volontà del DG, Giulio contatta l’ufficio legale di Bancalleanza, un’incombenza in testa alla sua personale top ten delle cose spiacevoli.
– Bancalleanza? Parlo con l’ufficio legale?
– Sì.
– Qui è l’ufficio legale della Cassa di Credito Cooperativo del Tagliamento e del Piave.
– Di cosa?
– Della Cassa di Credito Cooperativo del Tagliamento e del Piave. Siamo una società del gruppo.
– Sì, ma chi vuole?
– Cerco l’avvocato, aspetti, l’ho scritto da qualche parte. Ecco: l’avvocato Basso.
– Giuseppe Basso?
– Credo di sì. C’è una G. Forse sta per Giuseppe.
– Ma Giuseppe Basso non è avvocato.
– Forse ne avete un altro, di Basso.
– No, c’è solo lui. Ma non è qui. È al legale.
– Scusi, ma non sto parlando col legale?
– Sì, ma col legale organizzazione.
– Mi sta dicendo che c’è più di un ufficio legale?
– Certo. Basso è al legale legale.
– Scusi, allora potrebbe passarmi questo ufficio legale legale.
– Vedo di provare. Se dovesse cadere la linea, si prenda nota del numero che le do. Per gentilezza, mi ripete il nome della sua banca?
– Cassa di….
La linea è caduta.

Insomma…andate in biblioteca, libreria o su qualunque negozio online e compratelo! Lo adorerete…

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L’elenco telefonico di Atlantide, Tullio Avoledo, Einaudi Tascabili, Milano, 2003

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