“La cucina degli ingredienti magici” di Jeal McHenry

Molto spesso si dice o si sente la tipica frase “un libro non si giudica dalla copertina”, ed è vero, quasi sempre almeno. Qualche mese fa, mi è capitato di rovistare in un noto sito internet per l’acquisto di libri online, tra pagine e pagine di libri elencati uno sotto l’altro, ordinati per data di pubblicazione o per ordine di rilevanza (cosa sia ‘sta “rilevanza” poi, io non l’ho mai capito!). Ad un certo punto mi si pianta davanti una copertina che subito ha catturato la mia attenzione, non so dirvi esattamente perchè…Forse perchè sono un’amante delle favole e credo fermamente nell’esistenza della magia in questo nostro povero mondo, o forse perchè hanno scritto il titolo in giallo e ci hanno aggiunto delle cosine luccicanti. Mah! In ogni caso, ci ho cliccato sopra e sono andata a leggermi la sinossi.

Ed ecco qui il primo significato della frase di cui sopra: “un libro non si giudica dalla copertina”. La cucina degli ingredienti magici, non è come si potrebbe pensare di primo acchito, un ricettario creativo, un po’ esuberante ed eccentrico da sperimentare tra i fornelli. Non è nemmeno la storia di una persona fissata con la cucina che realizza il suo sogno di fare della sua passione il suo lavoro. No, è la storia di una ragazza di ventisei anni che in una sola notte perde entrambi i genitori a causa di uno stupido incidente e trova la sua unica consolazione nel cucinare le ricette di famiglia, tramandate dalle nonne, dalla madre e anche dal padre. Una storia del tutto diversa da ciò che poteva sembrare.

L’idea mi è sembrata accattivante, non frivola e scontata, perciò ho comprato il romanzo. Già dopo le prime pagine ho capito che quella frase, sempre la stessa, quella sopra, per questo libro scava un livello ulteriore, va ancora più a fondo. Visto che comunque la sinossi è stampata sulla copertina – sul retro, d’accordo, ma pur sempre sulla copertina – credo la possiamo applicare un’altra volta. La cucina degli ingredienti magici è sì la storia raccontata da Ginny, ragazza di ventisei anni che ha perso i genitori in un assurdo incidente e che trova la forza per non affondare nel cucinare le ricette di famiglia, ma Ginny non è una ragazza come tante. La gente l’ha sempre definita “strana”, “pazza”, “stramba”. In lei vedono qualcosa che non comprendono e che di conseguenza li spaventa. Ha sempre vissuto con i suoi genitori e non ha amici al dì fuori della sorella Amanda. Amanda…lei è normale. Ecco, è proprio questa semplice parola che tutti usano anche incosciamente per descrivere le cose della propria vita, che Ginny si sforza di capire. Perchè tutti le hanno sempre detto che lei non lo è, normale. Ma poi normale, cosa vuol dire?

Avete mai sentito parlare della sindrome di Asperger? Io no. Ho dovuto cercare su internet e per farvi capire, anche solo a grandi linee, di cosa sto parlando, vi riporto i primi paragrafi della pagina di Wikipedia:

La sindrome di Asperger, è considerata un disturbo pervasivo dello sviluppo, imparentata con l’autismo e comunemente considerata una forma dello spettro autistico “ad alto funzionamento”. Il termine fu coniato dalla psichiatra inglese Lorna Wing in una rivista medica del 1981 […]. Gli individui portatori di questa sindrome, presentano una persistente compromissione delle interazioni sociali, schemi di comportamento ripetitivi e stereotipati, attività e interessi in alcuni casi molto ristretti. Diversamente dall’autismo, non si verificano significativi ritardi nello sviluppo del linguaggio o nello sviluppo cognitivo. Alcuni sintomi di questa sindrome sono correlati ad altri disturbi, come ad esempio il disturbo non verbale dell’apprendimento, la fobia sociale o il disturbo schizoide di personalità. La Sindrome di Asperger non è diagnosticata solo per le proprie caratteristiche, ma anche per una vasta gamma di condizioni di comorbilità (disturbi non dovuti alla sindrome), come depressione, ansia, disturbo ossessivo-compulsivo.

Non vi sembra che una persona con questi sintomi, possa essere definita strana, pazza, anormale, dalla gente? Siate sinceri…Non conosco – o almeno credo – persone affette da questa sindrome, ma ho conosciuto Ginny e vi assicuro che se vorrete conoscerla anche voi, capirete che la parola “normale” è solo una parola a cui si è deciso di dare un’importanza esagerata, definitiva, tombale. Ma così non è.

Andate a conoscere Ginny e il suo modo, ne rimarrete piacevolmente affascinati. E ricordatevi (io, ora lo farò di certo) che un libro non si giudica dalla copertina.

La cucina degli ingredienti magici - J. McHenry

“La cucina degli ingredienti magici”, J. McHenry – TEA Editore, 2013

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...