La GENTE DA SAGRA – parte 1: IL MERCATINO DEL GUSTO A MAGLIE

Esiste una certa tipologia di persone, che io solitamente chiamo gente da sagra, che non può fare a meno di partecipare ad un evento popolare. Non appena questo individuo percepisce i classici segnali della presenza di una sagra, come musica a volume decisamente al di sopra del normale, risate e schiamazzi vari, profumo di frittelle e popcorn, il suo istinto lo porta ad avvicinarsi sempre di più all’origine degli stessi. Ovunque vada cerca tracce di eventi popolari cui poter partecipare e se li trova la sua felicità raggiunge livelli tali per cui sente la necessità di non fermarsi e di continuare a cercare. Che ci capiti per caso o dopo un’attenta ricerca, non ha importanza, alla fine il risultato è sempre lo stesso: è un modo divertente e istruttivo per conoscere una cultura, le sue origini e usanze. Ovviamente ognuno ha la sua, o le sue feste, si va dalle più famose, come l’Oktoberfest di Monaco o il Carnevale di Venezia, ad altre meno conosciute ma sicuramente più intime. Io sono una donna da sagra con un difficile obiettivo da raggiungere: partecipare a quante più possibili feste popolari in Italia e in tutta Europa! Voglio raccontarvi cos’ho visto e assaggiato in questi anni e dove capiterò per caso o per fortuna nei prossimi.

Era l’agosto 2013 quando, verso le dieci di sera, con una macchina carica fino a scoppiare, partimmo alla volta della splendida terra salentina con una sola meta, Santa Santa Cesarea Terme (Lecce) - Agosto 2013 Ph. Luisa MaistrelloCesarea Terme (Lecce). Ore interminabili di viaggio che subito dimenticammo una volta viste le cristalline acque del Mare Adriatico. Per l’occasione avevo acquistato una guida (Itinerari della Touring Editore), nell’ultima pagina si faceva una gran pubblicità ad un evento di cui non avevo mai sentito parlare, ma solo leggendo il nome i miei sensi da donna da sagra si sono attivati: MERCATINO DEL GUSTO a Maglie (Lecce). Ci dovevo andare assolutamente! E così è stato.

L’evento arriva quest’anno alla sua XVI edizione, si terrà sempre a Maglie dal 1° al 5 agosto ed è imperdibile per chi ama il buon cibo, e la Puglia rappresenta una perla in questo settore, il buon vino e una sana allegria generale che non può che mettere il visitatore d’ottimo umore. Per l’occasione la piazzetta centrale del piccolo paese (una superficie di 22 km², poco più) e una parte delle stradine circostanti, si trasformano in vie dedicate all’eccellenza della gastronomia pugliese. Abbiamo la via del pesce, la via dell’olio, una zona interamente dedicata allo street food rigorosamente italiano, e tante altre. Centrale e chiusa dalle bancarelle c’è la Piazza del Vino, in tutte le vie si può entrare gratuitamente, assaggiare e comprare i prodotti, nella zona dedicata al Vino invece si può entrare pagando un ticket che permette di assaggiare una decina di calici tra tutti i vini proposti dalle cantine. Alcuni espositori intrattengono i visitatori proponendo una sorta di tour dei loro vini, partendo da quelli meno corposi per arrivare a quelli robusti, altri invece spiegano a chi ha voglia di chiedere le varie caratteristiche del prodotto. Lì abbiamo conosciuto un ragazzo davvero molto preparato e simpatico, che ci ha fatto assaggiare tutti vini proposti dalla cantina accompagnando l’assaggio con descrizioni approfondite e interessanti sul vino e sul suo lavoro, poi vabbè, si chiamava Dott. Fantastico, ma questo è un dettaglio.

Un’occasione incredibile per trovare in un solo posto tutte le specialità di una terra ricca di prodotti tipici conosciuti e generalmente apprezzati. Camminare tra quelle stradine riorganizzate ad arte è favoloso, si rischia di non alzare mai lo sguardo dalle bancarelle e la voglia di assaggiare qualunque cosa resta per ore dopo che si è lasciato quel piccolo paese. Se non avessi acquistato la guida probabilmente non ci sarei mai arrivata, quindi ringraziamo il Turing Club e il Slow Food Puglia per la dritta! Se amate il cibo, l’accoglienza e il calore cittadino non perdetevi questa opportunità, poi siete lì a due passi da Otranto, di sicuro qualcosa troverete da fare oltre che una visitina al Mercatino.

Qualche link utile se volete curiosare:

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Il diritto fondamentale che pochi conoscono

Spesso, soprattutto negli ultimi anni, capita di imbattersi in articoli o propagande anti-europee, ci si chiede cosa fa l’Europa per noi, che vantaggi concreti ci sono nel far parte di questa grande realtà e perché alcuni Stati membri sembrano avere un trattamento migliore rispetto ad altri. Il malcontento generale solitamente porta a criticare la realtà più che ad analizzarla a fondo per capirne i meccanismi e gli aspetti essenziali. Ed è proprio all’interno di tali meccanismi che si rinviene un’effettività che tutti conoscono e per certi versi lodano, considerata come un diritto acquisito e dato molte volte per scontato. Una realtà che sin dalla costituzione dell’Unione Europea ne ha disegnato i contorni e impostato le finalità, si tratta della libertà che l’Unione riconosce ad ogni singolo cittadino europeo di circolare e soggiornare liberamente sul suo territorio a prescindere dalla nazionalità d’origine. Un diritto acquisito, certo, ma forse vale la pena chiedersi se lo si conosce e comprende fino in fondo, se lo si esercita nel modo giusto e se la sua portata è o non è in certi casi limitata.

La conoscenza e la piena comprensione dei diritti che spettano all’individuo in quanto cittadino europeo non può essere sottovalutata perché l’Europa è la realtà economica e sociale che indirizza sotto molteplici aspetti le scelte di politica nazionale, ed è bene conoscere la posizione che si ricopre al suo interno, esattamente come ogni cittadino dovrebbe conoscere quali sono le facoltà, i diritti e i doveri che la Costituzione nazionale gli garantisce. Questa cognizione diventa ancora più importante se si considera che l’Europa si estende su una superficie di 4 milioni di km², nella quale si muovono circa 503 milioni di persone e di queste oltre 14 milioni risiedono stabilmente in un altro Stato membro diverso dal Paese d’origine. La Commissione europea, tra i diversi compiti che le sono attribuiti, si è occupata anche della valutazione dell’impatto che ha prodotto a livello europeo il diritto di circolare e soggiornare liberamente sul territorio dell’Unione e proprio in un Rapporto, datato 15 gennaio 2014, ha rilevato che la causa principale dei flussi migratori è (com’è comprensibile) il lavoro, o la ricerca dello stesso, cui seguono ragioni di carattere familiare, prima tra tutte il ricongiungimento. In media nel 2012 il tasso di occupazione dei cittadini mobili dell’Unione (pari al 67,7%) è stato superiore rispetto a quello dei cittadini nazionali (pari al 64,6%). Sono dati che forse danno un’idea dell’importanza rivestita dalla libertà di circolare liberamente all’interno dell’Unione considerata sin dalle sue origini come una componente essenziale del mercato unico oltre che l’elemento centrale per il suo successo. La mobilità europea stimola la crescita economica consentendo alle persone di viaggiare e occupare posti di lavoro vacanti in altri Stati membri, e questo permette al contempo di agevolare le economie dei singoli Stati membri. Oggi, nonostante la crisi, circa 2 milioni di posti di lavoro restano vacanti in Europa.

La libertà di movimento è il diritto più apprezzato dalla cittadinanza dell’Unione, sempre la Commissione ci fa sapere che per il 56% dei cittadini europei la libera circolazione è il risultato migliore conseguito dall’Unione, inoltre il 67% dei cittadini comunitari ritiene che essa rechi benefici economici al loro Paese. Allora cos’è che limita il pieno ed effettivo ricorso al diritto? Ruolo centrale gioca sicuramente la disinformazione dovuta anche alla scarsità di “pubblicizzazione” dei meccanismi che l’Unione stessa ha creato per favorire l’incontro di domanda ed offerta di lavoro a livello europeo. Esistono infatti diverse piattaforme in cui il singolo cittadino o la singola impresa possono incontrarsi virtualmente, ma a livello concreto vengono di rado utilizzate sia dalle imprese che dai lavoratori.

Il difetto del sistema è sentito anche dagli organi europei tanto che l’ultima direttiva in materia del Parlamento europeo e del Consiglio (Direttiva 2014/54/CE del 16 aprile 2014) si pone tra gli obiettivi quello di migliorare l’applicazione e il controllo delle norme europee in materia di libera circolazione dei lavoratori, in primis, e in generale delle persone, per far sì che questi, e i loro familiari, i datori di lavoro, le autorità pubbliche e chiunque vi abbia interesse, siano meglio informati dei diritti e delle responsabilità derivanti dalla libera circolazione al fine di dare al lavoratore tutta l’assistenza e la protezione necessarie al libero e pieno esercizio del diritto e combattere l’elusione delle relative disposizioni che spesso si verifica a livello nazionale. Allo scopo di promuovere sinergie con gli strumenti d’informazione e di sostegno, gli Stati europei dovrebbero garantire che gli organismi esistenti o nuovi lavorino a stretto contatto con i servizi d’informazione e di assistenza operanti a livello europeo, ovvero:

La direttiva non ha ancora avuto attuazione in Italia, del resto la stessa prevede quale termine entro cui gli Stati dovranno recepirla a livello interno il 21 maggio 2016.  Da qui a circa un anno staremo a vedere cosa cambierà in materia di libera circolazione dei lavoratori nell’Unione.

Come mai un post su questo argomento dopo tanto parlare di viaggi, film e libri? Perché è l’argomento della mia tesi di laurea e da qualche mese leggo, cerco, sperimento (mi sono iscritta al portale Eures e…funziona!) e strada facendo mi sono appassionata a questa tematica che sotto diversi punti di vista mi ha aperto gli occhi sull’importanza di conoscere le regole, e soprattutto, le facoltà che ci appartengono. Chi non ha un amico, un parente o un vicino di casa che ha provato a trasferirsi in qualche città europea alla ricerca dell’occasione d’oro? Credo che avere il coraggio di osare e rischiare, accompagnato dalla disponibilità e conoscenza di validi ed utili strumenti per cercare opportunità in un contesto enorme com’è l’Europa, rappresenti una ricetta accattivante e plausibile. A questo punto davvero non resta altro che provare!

La curiosità come guida

il Gusto di Scoprire nasce da quello che muove praticamente ogni mia decisione…la CURIOSITÀ!

La voglia di cercare qualcosa di nuovo e diverso, che mi faccia uscire dalla mia zona familiare e mi faccia scoprire una nuova passione, mi accompagna sempre, anche nelle cose più semplici. Ciò che non appartiene alla mia cultura mi incuriosisce, è fonte di ispirazione e alla fine è diventata la mia droga personale…devo cercare, devo leggere, devo vedere, devo gustare! Non ne ho mai abbastanza!

È da tempo che mi gira in testa l’dea di creare un luogo in cui poter scrivere di tutto ciò che stimola la mia fantasia e curiosità, è proprio per questo che ho creato il blog. Scriverò delle mie passioni, prime fra tutte il cinema, la cucina e i viaggi, ma non ci sono regole…via libera a tutto quello che mi ispira e strada facendo mi immergerò nel gusto di scoprire!