La GENTE DA SAGRA – parte 3: Oktoberfest Monaco

Torna la serie GENTE DA SAGRA per portarvi dalla MADRE delle sagre mondiali! Signori e signore, Meine Damen und Herren, benvenuti all’Oktoberfest, l’unico, originale e inimitabile! Benvenuti a Monaco!

È come entrare nel più grande ed entusiasmante parco giochi per adulti che esista sulla faccia della Terra. C’è fracasso, musica, odori molesti, birra che scorre in fiumi dorati che si mescola al profumo di brezel appena sfornati dalle dimensioni eccessivamente esagerate, wurstel di tutte le grandezze e dai colori più disparati, arancioni, bianchi, verdini, olezzi di dubbia provenienza anche se qualcuno potrebbe definirli umani, gente, gente, gente ovunque. È l’apoteosi del divertimento! Non manca niente, c’è pure un lunapark se qualche scellarato vuole portarci i bambini o ancora peggio vuole fare un giro sulla ruota panoramica completamente sbronzo.3.1 OktoberfestEntriamo in una delle più antiche feste popolari d’Europa, pensate che il primo Oktoberfest risale al 12 ottobre 1810 ed era una festa di nozze! Piacerebbe pure a me un ricevimento così! Diciamo però che difficilmente me lo potrei permettere, invece il Principe ereditario Ludwing (poi Re Ludwing I) se lo poteva permettere eccome! Tutti i11.1 Oktoberfest cittadini di Monaco vennero invitati ad unirsi ai festeggiamenti della futura coppia reale, che si tennero nei campi davanti alla porta della città. Immaginate che marasma di gente ci dev’essere stato. Da allora l’Oktoberfest divenne un appuntamento annuale non solo per i cittadini della Baviera ma per tutto il mondo, ci sono stati solo 24 casi in cui non si tenne questa prodigiosa festa, a causa di guerre o epidemie. Direi dei motivi più che validi.

1.1 OktoberfestI capannoni che custodiscono il nettare degli Dei aprono alle 9.00, vi dico solo che noi siamo arrivati tipo alle 9.10 di un venerdì mattina ed era già pieno! Amando (e sottolineo amando) l’HB, la birra per eccellenza di Monaco e non solo, dal mio punto di vista, ci siamo accomodati nel biergarten. Fortunatamente abbiamo beccato una giornata favolosa, con un sole splendente e un’arietta fresca al punto giusto. In pochi minuti anche le zone esterne si sono riempite e verso le 13/14 del pomeriggio, degli omoni tutti vestiti di nero e parecchio minacciosi, hanno piazzato il classico nastro bianco/rosso all’entrata e arrivederci mondo! Si poteva entrare solo se qualcuno usciva.5.1 Oktoberfest

Ci sono 14 grandi capannoni dove potrete soddisfare la vostra sete incontrollata. Qui però vi porgo un problema, si perchè le tende sono – chiaramente – una diversa dall’altra, non solo per la birra che viene servita, ma anche per il cibo, la musica e l’atmosfera all’interno. Portate pazienza un attimino e mi spiegherò meglio. Quello che sto cercando di dirvi è che è estremamente importante scegliere prima dove si vorrebbe andare perchè una volta seduti, difficilmente si riuscirà ad entrare da qualche altra parte. Bene, allora i 14 capannoni tracondano delle birre ammesse all’Oktoberfest. Perchè ammesse? Perchè 6.1 Oktoberfestnon è che una birra qualsiasi può essere venduta in questo luogo mistico, eh no! Solo la birra che corrisponde alle caratteristiche prescritte nell’editto della Purezza emanato nel 1516 dal duca di Baviera Clemente IV (il Reinheitsgebot). Elemento obbligatorio: la birra venduta all’Oktoberfest deve essere prodotta entro i confini della città di Monaco. Ci sono sei birre che rispecchiano le caratteristiche richieste:

  1. Angustiner-Bräu
  2. Hacker-Pschorr-Bräu
  3. Löwenbräu
  4. Paulaner-Bräu7.1 Oktoberfest
  5. Spatenbräu
  6. Staatliches Hofbräu-München

Ne conoscete qualcuna? Voglio darvi qualche dritta su alcune delle 14 grandi tende, così da darvi un’idea, se volete saperne di più potete consultare il sito internet ufficiale, traducibile anche in inglese (oktoberfest.de), oppure acquistare una specie di guida di sopravvivenza veramente utile e fatta bene (Guida all’Oktoberfest – Come sopravvivere alla festa più pazza del mondo, di Alessandro Fico, Morelli Editore, 2014, 17.90€).

9.1 OktoberfestPartiamo dall’unica che ho visto io, in cui ho vissuto il mio Oktoberfest dalle 9.10 di mattina alle 16 di pomeriggio, momento in cui il mio fegato ha chiesto pietà accartocciandosi su se stesso all’alba dell’ottava birra da litro: Hofbräu Festzelt. Qui chiaramente si beve la superba e unica HB e siamo nella seconda più grande tenda (la prima è Winzerer Fähndl dove si serve Paulaner), con circa 9.992 posti a sedere ed è l’unica tenda con una zona in cui è possibile stare in piedi – ed essere comunque serviti! Per alcuni la tenda migliore però è l’Angustiner-Bräu (8.500 posti a sedere), l’unico padiglione a tenere la birra nelle tradizionali botti di legno. Assidue frequentatrici di questa tenda sono le famiglie, quindi troverete anche i più piccolini e di conseguenza un ambiente più rilassato e meno caotico, con meno cori e meno sfide di skull. All’Ochesenbraterei (7.600 posti a sedere) si serve come specialità culinaria il bue, ovvio, visto che è stata fondata da un 10.1 Okyoberfestmacellaio, e si beve Spaten. Infine due paroline sulla tenda che serve anche vino, la Weinzelt, sia mai che andate con qualcuno a cui non piace la birra (stendiamo un velo pietoso).

Oltre alle grandi tende ci sono 21 piccole tende, particolarmente attente alla qualità del cibo, anche e soprattutto perchè i posti a sedere sono meno rispetto a quelle grandi e quindi si tende a riservare una maggiore attenzione.

Bene, detto questo ci sono alcune REGOLE da cui non si può prescindere se si vuole provare l’ebrezza di questa festa stratosferica e unica al mondo:

  1. Arrivate ai padiglioni di buon’ora, anzi, ancora meglio: PRENOTATE IL TAVOLO. Considerate che dovrete mettervi all’opera almeno l’anno prima, quindi ormai fatelo per il 2016
  2. Si collega alla prima: BEVE SOLO CHI È SEDUTO! Se vi addormentate sul tavolo un signore non molto collaborativo o una signorina ancor meno dolce vi accompagneranno fuori dal padiglione. Le tavole verrano riempite sino all’orlo quindi vi troverete seduti con gente sempre diversa mano a mano che si danno il cambio
  3. SCEGLIERE IN ANTICIPO IL PADIGLIONE in cui volete trascorre la vostra incredibile avventura alcolica. Altra regola che si collega a quelle precedenti
  4. Un boccale di birra l’anno scorso costava 9.90€, inutile dire che non abbiamo mai visto uno straccio di resto! Quest’anno probabilmente l’avranno portata a 10€. Comunque, SIATE GENTILI CON LE CAMERIERE e loro saranno gentili con voi, altrimenti vi faranno passare le pene dell’inferno!
  5. Se volete rubare un bicchiere, FATELO DA FURBI altrimenti ve lo fanno pagare e ci fate pure una figura di cacca!

Dovrebbe essere tutto…Gli ingredienti per passare una giornata (o più, se ne avete il fisico) all’insegna della birra d’eccelenza, del buon cibo e del divertimento assoluto, ci sono tutti. Sarà un’esperienza incredibile tra la follia e la comicità, penso che solo all’Oktoberfest si possano osservare tipologie esotiche e del tutto fuori dal comune di esseri umani. Quando tornerete a casa vi sembrerà di essere stati in una dimensione parallela! Giuro!

PROSIT!!!

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La GENTE DA SAGRA – parte 2: Saint Patrick’s Day

“Io credo nelle fate. Lo giuro. Lo giuro.” Lo gridava Peter nel film Peter Pan del 2003, nel tentativo di salvare la povera Trilly che aveva ingoiato un pericoloso veleno al suo posto. Fate, folletti, gnomi, troll, giganti, ninfe…e chi più ne ha più ne metta! Creature fantastiche che gli esperti chiamano creature elementali perché legate ai quattro elementi della natura: acqua, aria, terra e fuoco. Che ci crediate o meno, le storie su di loro incuriosiscono e da sempre popolano l’infanzia di tutti, alimentando la fantasia e l’immaginazione. Credo sinceramente che senza le favole si perda quella piccola parte che rimane per sempre dentro di noi, anche da adulti, e che ci permette di stupirci davanti alle bellezze e curiosità di cui è pieno il mondo. Io, in fondo in fondo, ci ho sempre creduto e forse questo è uno dei motivi che mi hanno portato fino alla verde IRLANDA, oltre alla Guinness, ovvio.

Chi non ha mai sentito parlare del Leprechaun? Quel piccoletto vestito di verde, un largo cappello in testa, la barbetta rossiccia, la pipa…ma si dai, quello che si trova allaleprechaun_big fine dell’arcobaleno per difendere le pentole stracolme d’oro. Ve lo ricordate? È sicuramente il rappresentante più famoso del Piccolo Popolo irlandese. Adorabile con quello sguardo imbronciato che lo fa sembrare sempre arrabbiato ed è proprio la sua maschera ad aprire la grandiosa parata di SAN PATRIZIO che ogni anno, il 17 marzo, tinge Dublino (e tutta l’Irlanda) di verde!

Ogni anno centinaia di persone accorrono per passare qualche giorno nella capitale e guastarsi la festa, ad esempio per il 2016 (se volete prendervi per tempo) si terrà dal 17 al 20 marzo → http://www.stpatricksfestival.ie/

Sopravvivere a questa festa popolare non è cosa da poco, ma noi siamo Gente Da Sagra e non ci spaventano fiumi di persone che si riversano in ogni stradina del centro Thousands of people lined Fifth Street in St. Paul for the annual St. Patrick's Day parade,  Saturday, March 17, 2012.   (Pioneer Press: Chris Polydoroff)rendendo alcune zone praticamente inaccessibili, per dirne una il quartiere del Temple Bar è un delirio. Non ci spaventano schiere di adolescenti, pensionati, bancari, commesse, casalinghe, dottori ubriachi fradici che all’interno di ogni singolo pub si abbracciano, cantano a squarciagola canzoni improponibili di Britney Spears, brindano con pinte di scura e densa Guinness che gocciola dai bicchieri o dalle loro labbra verso un pavimento lucido, sporco e bagnato. Non ci spaventiamo se queste strane creature, che letteralmente si trasformano durante la festa di S. Patrizio, ci prendono sottobraccio e ci fanno bere eLast year's St Patrick's Day celebrations at Custom House Square proved a big hit Ð Lord Mayor Nichola Mallon says this year's event is going to be the best yet  Pic by Kevin Scott ballare. Non ci spaventa quel tassista ubriaco oltre ogni limite che cerca di parcheggiare davanti all’entrata del pub per accaparrarsi qualche cliente ancora più sbronzo di lui e quasi lincia la gente che beve allegramente sul marciapiede…No! Noi siamo Gente da Sagra e prendiamo la nostra Guinness, indossiamo qualcosa di verde e ci buttiamo nelle strade di Dublino a festeggiare, perché credetemi, se vi spaventate non uscirete incolumi da quel delirio! Ma ne vale assolutamente la pena! Ho visto cose incredibili, gente in condizioni pietose che neanche al rave party più trasgressivo si può vedere…favoloso! Il 17 marzo dovrebbe cadere almeno un paio di volte l’anno!

L’unico mio dispiace è non aver visto nessuno sfondare una vetrata del pub scambiandola per la porta..già, peccato, me ne avevano parlato così bene! E ovviamente non ho visto nessun Leprechaun altrimenti adesso sarei bella spaparanzata in qualche spiaggia caraibica a bere mojiti con a fianco la mia cara pentola piena d’oro e un piccolo Leprecauno come amico!

Bè, descrivere questa festa popolare non è semplice, è un casino totale! Vi posso dare solo un consiglio…..ANDATE AL SAINT PATRICK’S DAY!!

E adesso un po’ di Dublino… Dublino - marzo 2014

…una città bellissima che racchiude posti da favola…

Dublino 2 - marzo 2014

…luoghi più o meno noti, e tutti valgono una fermata…

Dublino 1 - marzo 2014

…se non altro per gustare un sorso fresco di Guinness, anche se non siete degli amanti della birra scura. Vi garantisco che la Guinness che beviamo in Italia non ha niente a che fare con quella che si beve nella sua madre patria!

Dublino 3 - marzo 2014

La GENTE DA SAGRA – parte 1: IL MERCATINO DEL GUSTO A MAGLIE

Esiste una certa tipologia di persone, che io solitamente chiamo gente da sagra, che non può fare a meno di partecipare ad un evento popolare. Non appena questo individuo percepisce i classici segnali della presenza di una sagra, come musica a volume decisamente al di sopra del normale, risate e schiamazzi vari, profumo di frittelle e popcorn, il suo istinto lo porta ad avvicinarsi sempre di più all’origine degli stessi. Ovunque vada cerca tracce di eventi popolari cui poter partecipare e se li trova la sua felicità raggiunge livelli tali per cui sente la necessità di non fermarsi e di continuare a cercare. Che ci capiti per caso o dopo un’attenta ricerca, non ha importanza, alla fine il risultato è sempre lo stesso: è un modo divertente e istruttivo per conoscere una cultura, le sue origini e usanze. Ovviamente ognuno ha la sua, o le sue feste, si va dalle più famose, come l’Oktoberfest di Monaco o il Carnevale di Venezia, ad altre meno conosciute ma sicuramente più intime. Io sono una donna da sagra con un difficile obiettivo da raggiungere: partecipare a quante più possibili feste popolari in Italia e in tutta Europa! Voglio raccontarvi cos’ho visto e assaggiato in questi anni e dove capiterò per caso o per fortuna nei prossimi.

Era l’agosto 2013 quando, verso le dieci di sera, con una macchina carica fino a scoppiare, partimmo alla volta della splendida terra salentina con una sola meta, Santa Santa Cesarea Terme (Lecce) - Agosto 2013 Ph. Luisa MaistrelloCesarea Terme (Lecce). Ore interminabili di viaggio che subito dimenticammo una volta viste le cristalline acque del Mare Adriatico. Per l’occasione avevo acquistato una guida (Itinerari della Touring Editore), nell’ultima pagina si faceva una gran pubblicità ad un evento di cui non avevo mai sentito parlare, ma solo leggendo il nome i miei sensi da donna da sagra si sono attivati: MERCATINO DEL GUSTO a Maglie (Lecce). Ci dovevo andare assolutamente! E così è stato.

L’evento arriva quest’anno alla sua XVI edizione, si terrà sempre a Maglie dal 1° al 5 agosto ed è imperdibile per chi ama il buon cibo, e la Puglia rappresenta una perla in questo settore, il buon vino e una sana allegria generale che non può che mettere il visitatore d’ottimo umore. Per l’occasione la piazzetta centrale del piccolo paese (una superficie di 22 km², poco più) e una parte delle stradine circostanti, si trasformano in vie dedicate all’eccellenza della gastronomia pugliese. Abbiamo la via del pesce, la via dell’olio, una zona interamente dedicata allo street food rigorosamente italiano, e tante altre. Centrale e chiusa dalle bancarelle c’è la Piazza del Vino, in tutte le vie si può entrare gratuitamente, assaggiare e comprare i prodotti, nella zona dedicata al Vino invece si può entrare pagando un ticket che permette di assaggiare una decina di calici tra tutti i vini proposti dalle cantine. Alcuni espositori intrattengono i visitatori proponendo una sorta di tour dei loro vini, partendo da quelli meno corposi per arrivare a quelli robusti, altri invece spiegano a chi ha voglia di chiedere le varie caratteristiche del prodotto. Lì abbiamo conosciuto un ragazzo davvero molto preparato e simpatico, che ci ha fatto assaggiare tutti vini proposti dalla cantina accompagnando l’assaggio con descrizioni approfondite e interessanti sul vino e sul suo lavoro, poi vabbè, si chiamava Dott. Fantastico, ma questo è un dettaglio.

Un’occasione incredibile per trovare in un solo posto tutte le specialità di una terra ricca di prodotti tipici conosciuti e generalmente apprezzati. Camminare tra quelle stradine riorganizzate ad arte è favoloso, si rischia di non alzare mai lo sguardo dalle bancarelle e la voglia di assaggiare qualunque cosa resta per ore dopo che si è lasciato quel piccolo paese. Se non avessi acquistato la guida probabilmente non ci sarei mai arrivata, quindi ringraziamo il Turing Club e il Slow Food Puglia per la dritta! Se amate il cibo, l’accoglienza e il calore cittadino non perdetevi questa opportunità, poi siete lì a due passi da Otranto, di sicuro qualcosa troverete da fare oltre che una visitina al Mercatino.

Qualche link utile se volete curiosare:

VIAGGIO a modo MIO – parte 6: musei di londra

Nel post VIAGGIO a modo MIO – parte 4: le cose che TI DICONO di vedere a LONDRA avevo condotto un esperimento per creare una sorta di top ten di luoghi che non si possono non visitare a LONDRA. Con un po’ di sgomento è risultato che, indubbiamente, non si può tornare a casa senza aver visitato almeno un MUSEO! Infatti, tutte le guide prese a campione proponevano e riproponevano al viaggiatore curioso la visione di diverse raccolte d’opere, di fatto però ad essere menzionate con più insistenza sono state le più note: British Museum, National Gallery, Victoria & Albert Museum, Tate Museum, Natural History Museum e Madame Tussauds.

Ho cercato a lungo su libri ed internet il numero esatto di musei che la grande metropoli ospita, purtroppo senza risultato! Ce ne sono comunque per tutti i gusti, oltre ai classici più conosciuti, sparsi qua e là per la città ce ne sono alcuni di davvero insoliti e curiosi. Partiamo però da un classico perché qualunque sia l’opinione personale che ciascuno ha sui musei, non si può scordare che in essi si conserva la storia e la bellezza del AdobePhotoshopExpress_3518de7f63ae4bc582b5de0dbb6160e1passato e del presente ed è proprio questo il motivo per il quale non mi stancherò mai di visitare il BRITISH MUSEUM. Forse non comprenderò fino in fondo la portata storica delle meraviglie in esso conservate, ma questo non mi impedisce di emozionarmi alla vista di un sarcofago perfettamente conservato con adagiato accanto il fragile corpo mummificato di un uomo. Ad ogni modo, il British è il più vasto museo britannico, all’anno riceve più di 6 milioni di visitatori ed è, come molti altri musei a LONDRA, GRATUITO! Tra le opere principali si trova la celebre Stele di Rosetta. Anche se non sapete di cosa si tratta tranquilli, appena arriverete nei suoi paraggi capirete di essere nel posto giusto, una calca di gente armata di macchina fotograficha starà fotografando la teca di vetro, mettetevi in coda e ammirate cosa c’è dentro…non voglio rovinarvi la sorpresa. Tra le opere conservate al British che preferisco c’è la rovina di una maestosa ed enorme colonna del tempio greco più importante di Atene, il Partenone. Se vi posizionate accanto alla sezione del capitello e fate un confronto con la vostra altezza, resterete basiti nel constatare quanto enormi erano quelle colonne! In realtà si tratta di una collezione vastissima, diligentemente suddivisa in aree corrispondenti a varie civiltà e non basta un giorno per visitarlo meticolosamente. In ogni caso, se non siete tanto interessati ai reperti rinvenuti in Mesopotamia, ma vi attira di più la cultura egizia o romana, vi consiglio di informarvi prima sulle opere custodite e poi scegliere con cura cosa andare a vedere.

Tra le new entry di quest’ultimo viaggio c’è il TATE MODERN, non era nella top ten risultata dall’esperimento, ma poco mi importa! Da qualche anno, quando visito una AdobePhotoshopExpress_22825c5bc84a43a0b4e6a0afac550156nuova città, cerco subito un museo o galleria di arte moderna e contemporanea. A prescindere dal fatto che la tipologia di arte esposta piaccia o meno, si trovano cose a metà strada tra l’assurdo e il fantastico, in grado di scioccare il visitatore. Una delle mie attività preferite consiste nel fermarmi davanti ad un’opera e chiedermi, di solito con aria corrugata, cosa mai volesse trasmettere o far capire l’autore. Credo di non aver mai risposto a questa domanda. Ma torniamo al Tate. È considerata una delle quattro raccolte più importanti al mondo di arte moderna. Quali sono le altre tre? Il MoMa e il Guggenheim Museum di New York e il Musée National d’Art Moderne diAdobePhotoshopExpress_5fa2dbb27f8140bea64b13dedd72bc97 Parigi. Se vi piace il genere consiglio anche l’Hamburger Bahnhof – Museum für Gegenwart di Berlino, che ospita stupende opere di Andy Warhol. Al Tate troverete esposte opere di autori incredibili, da Pablo Picasso a Salvador Dalì e Joan Mirò, infine anche qui si possono ammirare alcune creazioni di Warhol. L’altra novità è stato il NATURAL HISTORY MUSEUM. Sarò sincera, ci sono andata solo perché all’interno sono conservate le ossa di un Dodo, ho sempre voluto vederle! Il resto è abbastanza per bambini, anche se il maestoso scheletro di un Diplodocus a grandezza naturale situato proprio all’entrata colpisce parecchio. Si tratta comunque di una visita rilassante, che non impegna più di tanto e incuriosisce, attenti però..se non siete degli amanti dei posti affollati pensateci su un paio di volte prima di entrare!

All’inizio del post vi ho parlato di musei insoliti che si trovano sparsi qua e là per LONDRA, uno tra tutti è THE GRANT MUSEUM OF ZOOLOGY dentro all’University College London. Un museo naturale sui generis, si trovano scheletri di scimmie, boccali di lombrichi, crani di elefanti, lo scheletro di una anaconda di 250 kg e tante altre cosucce carine per un totale di 62.000 esemplari! Se siete degli oculisti invece potrebbe interessarvi il BRITISH OPTICAL ASSOCIATION MUSEUM dove potrete trovare circa 2.000 paia di occhiali delle più svariate tipologie e soprattutto un bel cassetto zeppo di bulbi oculari artificiali che illustrano le varie malattie e infezioni che possono attaccare i vostri poveri occhi. Infine se siete dei fan sfegatati delle avventure del noto investigatore Sherlock Holmes, potete visitare il SHERLOCK HOLMES MUSEUM che si trova al nr. 239 di Baker Street, proprio accanto al nr. 221B di Baker Street, la nota residenza scelta da Arthur Conan Doyle per il suo personaggio.

Ce n’è davvero per tutti i gusti e la maggior parte sono gratuiti, quindi approfittatene e lanciatevi alla scoperta di curiose collezioni o di importanti raccolte di opere antiche alla ricerca del museo giusto per voi!

VIAGGIO a modo MIO – parte 5: L’aria che tira a Camden Town

Quando si visita una città per la prima volta si è pervasi di aspettative e di esaltante attesa. Eccitati si sfogliano le pagine della guida turistica alla ricerca del luogo insolito, ma allo stesso tempo famoso, per iniziare l’esperienza al meglio. Quando poi quel posto si trova davvero, e questa è cosa per nulla scontata, e si ritorna per un motivo o per l’altro nella città anni ed anni dopo, si è pervasi dalla voglia di rivederlo per sentire ancora una volta le emozioni già provate. Ecco, per me a Londra c’è un solo luogo così ed è Camden Town.AdobePhotoshopExpress_4c272c5bd6814760853dbe96358e1950

Se è vero che Londra è la città più cosmopolita, multietnica, multiculturale d’Europa, aAdobePhotoshopExpress_b51aa36525ef4637983148da370584d8 Camden Town è possibile vedere ad occhio nudo questa varietà. Un caotico mercato all’aperto in cui si trovano oggetti dei più svariati generi, se cercate qualcosa di stravagante e introvabile a Camden c’è di sicuro e non di un solo tipo! Le persone fluttuano da una bancherella all’altra, abbassandosi per passare sotto i bassi tendaggi, cercando di non urtare gli altri vaganti o la merce esposta.

Ciò che mi ha sempre colpito di questo luogo d’incontri sono però le persone che vi lavorano, tra le più stravaganti mai viste se si ha il tempo e la voglia di osservare non solo la merce ma anche i soggetti. Soprattutto passando vicino alla zona dedicata al cibo si entra nel vivo del mercato. Qui si viene letteralmente circondati da vapori, da odori che si mescolano facendo perdere al viaggiatore la cognizione dello spazio, si passa dal forte profumo di spezie orientali al calore del cibo messicano, per tornare alla delicatezza di una zuppa thai. Persone che urlano, chiamano i passanti con cenni della mano e larghi sorrisi per far assaggiare la loro specialità e lì in mezzo a questo caos il viaggiatore si rende conto di avere davanti le specialità culinarie di mezzo AdobePhotoshopExpress_1e18855c901648868d7681950b2ac8c8 1mondo stipate in un corridoio di pochi metri. Avrei mangiato di tutto! Ricorderò sempre la prima volta che ho pranzato a Camden, avevo optato per dei noodles con verdure e stavo cercando un posto in cui sedermi tra i tavolini sistemati un po’ a casaccio sotto l’ombra di qualche alberello, quando un tizio dallo sguardo un pochino perso alza la mano facendomi un segno per dirmi che dov’era seduto c’era posto. Io e l’amica con cui ero ci sediamo di fronte a lui e ad un altro personaggio anche lui un tantino perso nei suoi pensieri. Parliamo un po’, ci racconta che ha un piccolo negozietto proprio dall’altra parte del passaggio vicino ai tavoli, da lì dov’è seduto può vedere se qualcuno entra e finché non c’è nessuno può stare seduto tranquillo a godersi la sua pinta di Guinness. È simpatico, molto gentile e disponibile, ci fa compagnia finché pranziamo raccontandoci un po’ della sua vita elargendo sorrisi sbilenchi. Ecco, per me quel ragazzo è la gente di Camden!

Quello si prova in mezzo a tutto quel via vai di persone che si muovono alla ricercaAdobePhotoshopExpress_f1b03197f7924e61b3d953b028c972ec della migliore occasione o del pezzo più raro non è ansia o agitazione, lo trovo rilassante e curioso, passerei ore a vagare da un banco all’altro osservando gli artisti all’opera o stravaganti oggetti d’antiquariato non meglio definiti. Non serve avere fretta, il bello di Camden è che ti avvolge e quasi ti accompagna tra le sue strette stradine, ti inviata a perderti e a sperimentare qualcosa di nuovo. Di certo non te ne andrai senza aver trovato quella cosa che stavi cercando!

E poi ti capita di andare in bagno e uscire sorridendo perché dopo tutto a  Camden si trova anche questo…AdobePhotoshopExpress_2fd6c38567d84475af6b1b70efc48b38

VIAGGIO a modo MIO – parte 4: Le cose che TI DICONO di vedere a Londra

Stiamo pianificando il nostro prossimo viaggio e immancabilmente quando si va alla scoperta di una nuova città c’è sempre una guida turistica, un articolo, un blog, un amico o qualsiasi altra cosa che ti dice quali sono le attrazioni che assolutamente non puoi perdere e se poi ritorni a casa senza averle viste in pratica sei un pirla perché non la puoi capire e non la puoi assaporare se non vedi queste benedette attrazioni! Neanche fosse realmente possibile identificare un paese con l’opera d’arte o la struttura più conosciuta. È forse Roma solo il Colosseo? O New York la Statua della Libertà? Quando si va a Parigi lo si fa solo per vedere la Tour Eiffel? No, non credo proprio! Comunque vengano indicate – “Le 10 cose da vedere“, “Da non perdere“, “Le 10 migliori attrazioni“, ecc. – sicuramente sono un ottimo punto di partenza ma, nella maggior parte dei casi, io credo sia meglio prenderle con le pinze.

L’aspetto più eccitante e divertente del viaggio è proprio quello di imbattersi in luoghi apparentemente privi di rilevanza ma che racchiudono avventure incredibili, come i musei inconsueti, una volta per esempio ho visitato un minuscolo museo a Siena, si accedeva da una porticina stretta e ad un piccolo bancone ti attendeva una ragazza molto simpatica che con immensa allegria ti porgeva la brochure del museo delle torture medievali…grottesco e raccapricciante ma favoloso e assolutamente da vedere! Oppure può capitare di entrare per caso in un pub con la sola ed unica intenzione di sedersi e bere qualcosa per poi scoprire che proprio lì dove ti sei seduto un tempo sorgeva la famigerata taverna che ospitò quelle decine di persone che persero il Titanic perché non si svegliarono in tempo – causa eccessiva festa della sera prima, dicono. In sostanza credo siano proprio gli incontri e i luoghi meno probabili le attrazioni da cui nascono le storie più esaltanti, quelli che non puoi proprio perdere perché ti renderanno il viaggio unico, ricco di ricordi e sensazioni solo tue e quando qualcuno ti chiederà cos’hai visto nel tuo viaggio potrai raccontargli aneddoti incredibili.

Ad ogni modo, ho deciso di fare un esperimento e confrontare alcune top ten (o come le vogliate chiamare) per vedere cosa mi attende e cosa gli esperti ritengono meritevole di una visita. A campione ho preso due guide turistiche, una più dettagliata e l’altra formato “visite brevi”, e due dei siti internet che per primi appaiono quando su Google si digita la parola “LONDRA“.  Ecco i candidati:

  1. Londra – Guida città” della Lonely Planet;
  2. Londra” della linea Pocket sempre Lonely Planet.
  3. http://www.visitlondon.com/it
  4. http://www.londra.it/

Le/li apro per la prima volta alla ricerca di quella sezione che sicuramente ognuno di loro dedica alle nostre care attrazioni da non perdere, vediamo che succede!

Partiamo con la numero 1: “Londra-Guida città” (sotto mano ho un’edizione un po’ datata ma credo non cambierà più di tanto! Sesta edizione, 2008), in prima linea, subito dopo una breve introduzione, stampata su stilose pagine patinate troviamo proprio quello che stavamo cercando, la sezione “DA NON PERDERE” e via a cascata suddivisi per quartieri, le migliori attrazioni che ci può offrire LONDRA:

  • Nel West End da non perdere abbiamo il British Museum, quello che gli autori chiamano “Un mondo di teatri” e National Gallery.
  • Spostandoci nella City bisogna vedere il Monument, il Leadnhall Market e la Tower of London.
  • L’East End e le Docklands ci offrono il Doclands e il London Fields Lindo.
  • Passiamo nella zona nord con l’Hampstead Ponds, Camden Town e Highgate Cemetery.
  • A ovest non si può perdere una visitina al Notting Hill Carnival (se siete nel periodo giusto) e a Portobello Road.
  • Passaggio veloce a Greenwich e Southeast London per visitare l’Old Royal Naval College, il Thames Flood Barrier e Trafalgar Tavern.
  • A sud-ovest ci aspettano Hampton Court Palace, Kew Gardens e Richmond Park.
  • E per finire a sud non possiamo proprio perdere Battersea Power Station, l’Imperial War Museum e la Brixton Academy.

Un elenco molto ricco e variegato, a dire il vero mi ero aspettata una cosa diversa e decisamente più tadizionale, ne sono rimasta piacevolmente stupita. Ma passiamo al prossimo candidato, la guida Poket. Qui la nostra sezione si chiama ancora “DA NON PERDERE” (vabbè l’editore è lo stesso, portiamo pazienza). Partiamo con il British Museum, la National Gallery, Tower of London e il Tate Modern. Non possiamo poi tralasciare una visitina al Victoria & Albert Museum, al Natural History Museum, a Westminster Abbey e all’Houses of Parliament. Infine diamo anche un’occhiata alla St. Paul’s Cathedral, a Backingham Palace, al Kew Gardens e per finire all’Hampton Court Palace. Una lista notevolmente diversa da quella riportata nella sua “collega” e questa volta decisamente più tradizionale.

Vediamo ora il primo sito internet, vistlondon.com. Se ci date un’occhiata troverete un sito molto funzionale, giovane, colorato, pieno di idee, niente male per togliersi qualche curiosità. Cosa dice in merito alle cose assolutamente da vedere a LONDRA? Basta aprire il link “LE 10 MIGLIORI ATTRAZIONI DI LONDRA” (ecco qua la prima vera top ten! Cominciavo a disperare!):

  1. British Museum
  2. Tate Modern
  3. National Gallery
  4. Natural History Museum
  5. London Eye
  6. Victoria & Albert Museum
  7. Science Museum
  8. Torre di Londra
  9. Madame Tussauds
  10. Musei Reali di Greenwich

Ok, parliamone un momento. D’accordo che LONDRA ospita una quantità di musei inimmaginabile, ma su 10 attrazioni 7 musei? Non è un tantino eccessivo? E mi astengo dal commentare la n. 9. Speriamo nell’ultimo candidato a questo punto, il sito londra.it. Troviamo di nuovo il titolo più gettonato, “DA NON PERDERE“, e io che pensavo di trovare ovunque le 10 cose da vedere o roba così! Comunque, per londra.it non possiamo tornare a casa senza prima aver visto:

  1. London Eye
  2. Madame Tussauds (ANCORA?! ma davvero?!)
  3. Sea Life London Aqurium
  4. Hyde Park

Ecco…non so esattamente da che verso prendere questa lista. Immagino il prossimo viaggiatore che curioso apre questo sito, immediatamente sarà portato a curiosare sulla lista in questione perché nel bene o nel male gli darà un’idea di ciò che lo aspetta, lo vedo aprire il link e fissare perplesso sullo scherzo sta cosa con quattro voci che non può non lasciarti di sasso, lì con la fronte corrugata a chiederti se forse gli autori non si potevano sprecare un pochino di più.

Come è consuetudine al termine di ogni esperimento tiriamo le somme, dunque cosa ho capito? Prima di tutto non posso andare a LONDRA e non entrare in nemmeno un museo! I vincitori sono certamente i più famigerati, British Museum (in 3 liste su 4) e National Gallery (sempre 3 su 4), seguono a ruota con 2 richiami su 4 il Victoria & Albert Museum, il Tate Museum e il Natural History Museum. A malincuore, visto che è stato citato in 2 fonti su 4, ci sarebbe anche il  Madame Tussauds. Tra gli edifici simbolo di LONDRA (scordatevi Buckingam Palace, che si trova una sola volta, o la Elizabeth Tower, per gli amici semplicemente Big Ben) gettonata è la Torre di Londra e il London Eye. Se ci sta dentro si può fare al massimo una visitina alla svelta, tanto per.., alla St. Paul’s Cathedral e all’Houses of Parliament e con questi fanno 10!

Seguirò le statistiche? Mah…già a prima vista due/tre le scarterei, altre ho già avuto il piacere di vederle ma sinceramente ci tornerei anche all’istante quindi non si scartano, in fin dei conti le top ten sono delle linee guida giusto? Allora prendiamole così come vengono e sentiamoci liberi di tornare a casa senza aver visto una delle attrazioni da non perdere assolutamente…ve lo assicuro nessuno ci prenderà per dei pirla!

VIAGGIO a modo MIO – parte 3: un primo passo dentro Londra

Ricordo esattamente la prima impressione che ho avuto di LONDRA come fosse stampata nella memoria in modo indissolubile, anche se sono passati quasi dodici anni: una piccola piazzetta nei pressi di Camden Town; un uomo seduto su un muretto, con un impermeabile chiazzato di terra, polvere e chissà cos’altro, accoccolato ai suoi piedi un cane affamato e malandato, l’uomo si rigirava tra le mani una vecchia chitarra e la guardava come a chiedersi a cosa servisse; un ragazzo così magro che di profilo si poteva scambiare per un foglio di carta, i capelli dritti sulla testa a formare una cresta punk verde, giubbotto in pelle nera borchiato, anfibi neri consumati, jeans strappati, si avvicina con andatura molleggiante all’uomo e si inginocchia ad accarezzare il muso del cane; l’uomo e il cane gli sorridono. Nessuno nell’affollata piazzetta scossa dal via vai generale sembra fare caso al curioso terzetto. Io mi trovo lì di passaggio diretta non ricordo dove e li osservo. Ricordo di aver pensato che a casa mia una scena come quella non l’avrei mai vista.

LONDRA è la città più cosmopolita, variegata, eccessiva ed eccitante che abbia mai avuto il piacere di vedere. È incredibile come riesca a farti sentire esattamente a tuo agio in ogni angolo, forse dipenderà dal fatto che ormai ai sudditi della Regina si sono mescolate decine e decine di culture completamente diverse e ciò sicuramente a discapito dell’identità nazionale, ma volete mettere con l’atmosfera che si assapora adesso?! Devo dire che tra i miei posti preferiti c’è proprio uno di questi angoli colmi di diversità, Camden town e non vedo l’ora di ritornarci!

Il primo passo dentro LONDRA di solito si fa a scuola. Qualunque sia l’indirizzo scelto non è possibile prescindere dalla storia inglese che ci guida attraverso le successioni della Corona. Dalla conquista dei Romani della bella e accattivante terra inglese, con il buon vecchio Cesare che si era invaghito di Londinium (anche se in realtà fu qualche tempo dopo, sotto l’imperatore Claudio nel 43 d.c., che i Romani vi fecero ritorno per fondare quello che diventerà uno dei più prosperi porti della storia), ai problemini che sovrani capricciosi e megalomani hanno creato con la Chiesa di Roma, fino alle intricate e stravaganti vicende delle dinastie regali che per decenni si sono susseguite al vertice del potere. Molto più simili a soap opere che a veri e propri insegnamenti storici (non per niente la serie I Tudors – scandali a corte ha avuto molto successo), questi intricati avvicendamenti si sono -regina-Elisabettaprotratti sino ad oggi. L’attuale dinastia al potere, i Windsor (nome cambiato da re Giorgio V nel pieno Prima Guerra Mondiale) ha avuto origine nel 1917 e prospera tutt’oggi tra alti e bassi, con problemi da affrontare non così diversi rispetto a quelli che hanno sempre coinvolti i regnanti inglesi.

A parer mio però non è dai libri di storia che si comprende un’epoca, una generazione o una società, bensì dalla letteratura che ha coinvolto, impressionato e stravolto quell’epoca, generazione o società. L’Inghilterra, e LONDRA in particolare, ci offrono il fior fiore delle menti illuminate e geniali con cui confrontarsi. Secondo alcuni la più antica descrizione di LONDRA va ricondotta allo storico romano Tacito che nei suoi scritti narra della rivolta di Boadicea. LONDRA però è la premurosa madre di alcuni tra i letterati e i poeti più apprezzati, studiati e amati del mondo, vogliamo citarne alcuni tanto per dare un’idea? William Shakespeare, Daniel Defoe, Charles Dickens, George Orwell, Virginia Woolf e il Bloomsbury group, Mary Shelley e potremmo continuare ancora.

Ognuno di loro ha vissuto e disegnato una LONDRA diversa per ideologie e sentimentalismi, ma in un cecrusoe-cpg-t1rto senso sempre fedele a se stessa. Così se si vuole avere una fugace fotografia della classe media londinese dei primi decenni del 1700 si può leggere The life and strange surprising adventures of Robinson Crusoe, o più semplicemente Le avventure di Robison Crusoe scritto tra il 1720 e il 1724 da un Defoe ormai sessantenne.

Un decennio più tardi Charles Dickens, 1004208-Charles_Dickens_Oliver_Twisttraendo notevoli insegnamenti dai quei pochi mesi in cui, appena dodicenne, fu costretto a sopravvivere da solo per le strade di Londra (dato che i suoi genitori erano stati incarcerati per debiti), scrisse quello che diventerà uno dei romanzi più apprezzati di sempre: Oliver Twist.

Sir Arthur Conan Doyle invece, tra  il 1881 e il 1904, descriveva una LONDRA ben diversa nei su221B_Baker_Street,_London_-_Sherlock_Holmes_Museumoi popolari racconti su Sherlock Holmes, il problematico e stravagante investigatore privato è poi diventato l’immagine della imperturbabilità e freddezza del tipico londinese. La sua casa esiste ancora e si trova ovviamente al numero 221b di Baker Street seppur l’investigatore sia un personaggio di pura invenzione e ciò rende la cosa ancora più surreale! Questa casa-museo è stata aperta nel 1990 e ogni giorno accoglie svariate decine di visitatori.

Tra i romanzi più recenti per apprezzare la LONDRA del XX secolo si possono citare Il Budda delle periferie di Hanif Kureishi, scritto nel 1990, una interessante visione della capitale dal punto di vista delle minoranze etniche. Una lettura decisamente più soft ce la fornisce Helen Fielding con l’incredibile successo Il diario di Bridget Jones del 1996.

Per mio gusto personale preferisco romanzi di tutt’altro genere e devo dire che è proprio tra i grandi classici inglesi che è maturato. Al liceo la professoressa thumb_book-frankenstein_2.330x330_q95d’inglese ci consegnò la fotocopia di un passo tratto dal romanzo di Mary Shelley: Frankenstein o il Prometeo moderno. Mi piacque così tanto che comprai il libro – in italiano perché mi sentivo più a mio agio – e negli anni guardai tutti i film che ne vennero tratti, soprattutto Frankenstein Junior visto e rivisto non so più quante volte…una parola sola: eccezionale! La storia di come nacque questo capolavoro è molto insolita. Siamo a Ginevra nei primi anni del 1800, un uomo, o meglio, un poeta conosciuto come Lord Byron lancia una sfida a tre brillanti giovani: i coniugi Shelley, Percy e Mery, e il dottor John William Polidori. Ognuno di loro doveva scrivere un racconto dell’orrore. Mery fu la sola, e la più veloce, a portare a termine la sfida creando la macabra storia di Victor Frankenstein.

A questa incredibile opera ne aggiungo altre due perché è proprio grazie a romanzi come questi che nasce il filone letterario ad oggi tra i più apprezzati, ovvero il gotico. Nel 1886 lo scrittore scozzese Robert Louis Stevenson crea il celebre Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde e nel 1897 l’irlandese Bram Stoker scrive il mio romanzo preferito: Dracula.

Ci sono molti modi per avere il primo contatto con una città, come credo si sia capito, il mio è la letteratura, non c’è modo migliore per scendere tra le sue strade, assaporare l’umore di un epoca, mescolarsi al popolo, a parte farlo fisicamente ovvio…ma facciamo un passo alla volta!

VIAGGIO a modo MIO – parte 2: trivago.it

Hai appena ricevuto la mail di conferma di prenotazione dalla compagnia aerea, tutto esaltato la salvi in formato PDF e la metti in salvo in qualche cartella documenti o simili. Sempre più felice prendi l’agenda, apri il calendario o l’applicazione sullo smartphone e ti segni in rosso, in modo evidente e assolutamente inconfondibile, le date del tuo viaggetto! Ecco fatto, il primo scoglio è bello che superato.

Per abitudine sono solita prendermi qualche settimana per consultare vagamente siti o forum che parlano della meta scelta, poi compro almeno un paio di guide turistiche (di questo parlerò nei prossimi post) e chiedo in giro, tanto per farmi un’idea di quello che sto per affrontare. Insomma, l’ultima cosa che farei, se fosse possibile, è cercare un alloggio. Perché? Bé, primo perché trovo la sua ricerca di una noia mortale e secondo perché fondamentalmente su queste cose sono pigra. Pensare di sprecare tempo a cercare e individuare la migliore soluzione, confrontando varie possibilità, valutando il rapporto qualità/prezzo o la distanza dal “centro”, leggendo le valutazioni lasciate da precedenti clienti, ecc., per una stanza che vedrò solo di notte, mi da un po’ suoi nervi.

Ecco perché vorrei fosse l’ultimissima cosa da fare prima di imbarcarmi e partire, invece non può mai essere così. Ovviamente vige la regola che più si aspetta a prenotare meno soluzioni si trovano o più costose sono, non credo sia una regola assoluta ma funziona nella maggior parte dei casi. Quindi mettiamoci all’opera di buonora prima che le migliori occasioni sfumino.

Sempre per la teoria della pigrizia solitamente utilizzavo il motore di ricerca booking.com è facile da maneggiare e trova varie soluzioni. Non ho mai incontrato 8588f2d558271089ba6af5e5c6f2da52problemi con le prenotazioni, sempre andate a buon fine, e nemmeno con i pagamenti. A volte mi scalavano i soldi direttamente dalla carta di credito/debito utilizzata per prenotare, altre volte la struttura usava la carta solo come garanzia ed eventualmente permetteva di pagare in contanti. Booking.it però è solo booking.it, cioè voglio dire che non ti permette di confrontare quello che propone lui con altre soluzioni. Se di solito mi stava bene così, questa volta qualcosa è cambiato.

La meta prescelta è LONDRA che, come si sa, è una delle capitali europee più expensive! Ci sono già stata qualche volte e a parte le prime due in cui non ero un granché indipendente (viaggi studio), l’ultima volta ho potuto sperimentare meglio cosa significhi (e quanto costi) muoversi a LONDRA. Per questo motivo ho cambiato le mie abitudini e ho curiosato su trivago.it alla ricerca di una soluzione che comprendesse queste priorità:

  1. l’alloggio dovrebbe trovarsi fuori dalla “zona centro” ma vicino ad una stazione della metropolitana, la quale dovrebbe a sua volta trovarsi possibilmente all’interno della zona 1 o zona 2, in modo da risparmiare sul biglietto della metro e raggiungere comodamente i centri di interesse

    mappa-metro-londra

    Cartina della metropolitana di Londra. In grigio e in bianco, contrassegnate da numeri (1-9), sono indicate le diverse “zone”

  2. l’alloggio deve essere pulito, o almeno trovarsi entro i limiti dell’umana decenza.

Tutto il resto, dal mio punto di vista, è abbastanza superfluo, sempre tenendo conto della durata del soggiorno. Io rimarrò a LONDRA per 5 giorni, dei quali l’ultima notte sarà un  after considerando che dovrò essere all’aeroporto per il check-in prima dell’alba. Fortunatamente una mia cara amica vive lì da qualche anno e mi darà un rifugio sicuro per le valigie durante l’ultima notte. Insomma, a conti fatti mi servono un letto e un bagno per 4 notti. Se uno si dovesse fermare per delle settimane…bé, gli consiglierei di aggiungere uno o due priorità/caratteristiche alla sua ricerca!

Tornando al nostro motore di ricerca…trivago.it è altrettanto intuitivo e facile da usare rispetto a booking.it, sulla parte sinistra dello schermo ci sono i vari filtri da applicare per affinare la ricerca, come il numero di stelle affidate all’hotel/albergo, il range di prezzo, la valutazione media dei clienti, la distanza dal centro, ecc. Dopo aver inserito la destinazione, le date e la tipologia di camera che si sta cercando, il sito propone una serie di risultati che è possibile ordinare in base a diversi criteri, io utilizzo sempre il criterio “prezzo“. Alla fin fine la situazione che si presenta è più o meno questa:

01

Il risultato della ricerca propone una serie di sistemazioni (qui in ordine crescente di prezzo a notte/a camera) affiancate dal motore di ricerca o sito che propone l’offerta (booking.com; venere.it; expedia.it; etc.) e, elemento per me importante, la distanza dal “centro” (elementi cerchiati in nero nell’immagine). Ovviamente, applicando i filtri che propone trivago.it, è possibile affinare la ricerca e renderla più adeguata alle singole esigenze. Ciò che secondo me è importante in questo sito è la possibilità di confrontare le diverse soluzioni offerte dagli ormai innumerevoli siti internet che dispensano strumenti di questo tipo. Tra newsletter, pubblicità in TV, su giornali e su internet, siamo ormai circondati, non ci resta che l’imbarazzo della scelta, ma…c’è sempre un MA…si tratta di prenotare un soggiorno ed è difficile fidarsi ciecamente basandosi solo sulle fotografie postate sui motori di ricerca o sui giudizi dei clienti. Per questo credo che trivago.it, permettendo il confronto tra le varie offerte proposte, possa rappresentare un buon compromesso e dal mio punto di vista supera ampiamente la sufficienza!

Bene, alla fine di questa ricerca, non troppo lunga (sempre per la teoria della pigrizia), ma abbastanza accurata abbiamo decretato il vincitore:

RMA Hostel-Accommodation; Londra

RMA Hostel-Accommodation, London

Come dicevo: un letto, un bagno (che spero vivamente siano nei limiti dell’umana decenza, questo lo scopriremo solo vivendo) e l’accesso comodo alla metropolitana, al massimo entro la zona 2. Mi sembra ci sia tutto…non resta che attendere l’ora della partenza!

Per sbizzarrivi a provare trivago.it eccovi il link, buon divertimento: http://www.trivago.it

VIAGGIO a modo MIO – parte 1: skyscanner.it

Volevo iniziare questo post con una frase ad effetto sul viaggio per attirare subito l’attenzione, qualcosa tipo…

Non dirmi quanti anni hai, o quanto sei educato e colto, dimmi dove hai viaggiato e che cosa sai.” (Maometto)

…oppure qualcosa come…

Viaggiare è come sognare:la differenza è che non tutti, al risveglio, ricordano qualcosa, mentre ognuno conserva calda la memoria della meta da cui è tornato.” (Edgar Allan Poe)

…cosa che alla fin fine mi è sembrata un po’ banale, se non perfino scontata. Così, lasciando perdere le frasi ad effetto, vorrei dare inizio a questo esperimento. Visto che una delle mie più grandi passioni (e di sicuro non sono la sola!) è viaggiare in lungo e in largo per posare i piedi su terre in cui non hanno mai camminato, inizio a scrivere un #Quasi-DiarioDiViaggio. Dalla nascita dell’idea, alla scelta della meta, fino al viaggio vero e proprio e infine, purtroppo, al ritorno a casa.

Tenendo presente che di solito l’ispirazione nasce direttamente dalla necessità, il tutto ha avuto inizio sotto (molto sotto) Natale. Come ogni perditempo che si rispetti ero presa con l’acqua alla gola per i regali, considerato che era già il 23 dicembre! Ma niente panico! Da qualche tempo girava nella mia testolina quest’idea di prendere un paio di biglietti aerei e perdermi per qualche giorno in un’avventura all’insegna della scoperta, si perché viaggiare non è vacanza, o almeno non solo. Viaggiare è sinonimo di novità, esperienza, meraviglia. Entrare per la prima volta in un museo e vedere quell’opera d’arte che ti lascia con il fiato spezzato a metà, lì immobile a chiederti come diavolo sia possibile per un essere umano creare una meraviglia simile. Perdersi tra calle e stradine, avvolto da edifici che ti sovrastano e ti permettono di scorgere solo qualche fettina di cielo solo perché non hai ben presente cosa significhi leggere una cartina. Sederti al tavolo malconcio di una birreria con l’intento di bere una birra e finire per assaggiare metà del menù perché i piatti che ti passano accanto sono troppo invitanti. Tutto questo e molto molto molto di più è il viaggio! Torni a casa con il sorriso e la voglia di ripartire non perché hai “bisogno di staccare la spina” ma perché ti senti colmo di esperienze che arricchiscono il tuo modo di vedere le cose e ne vuoi ancora, ancora e ancora! Per mia fortuna ho trovato una persona che condivide questa sete di novità e credo che condividere questo tipo di esperienza con un anima affine le conferisca un valore aggiunto!

Ma torniamo a noi…Era il 23 dicembre e l’idea dei biglietti aerei praticamente mi si era materializzata dietro le palpebre. Ogni volta che chiudevo gli occhi vedevo il foglio A4 con la stampa della carta d’imbarco! Di solito quando devo prenotare un volo europeo vado direttamente sul sito della Ryanair, poi apro la pagina accanto e vado sul sito della Easyjet e per scrupolo ci metto pure volagratis.com. Bene, questa volta no! Se è vero che è un esperimento, allora che sia un esperimento sin dall’inizio!

Questa volta ho scelto il motore di ricerca skyscanner.it e per precauzione, tanto per non farmi mancare niente, mi sono pure scaricata l’app sul cellulare, intuitiva e facile da usare, davvero utile! Comunque, mi trovo sulla homepage del motore di ricerca e la prima cosa che mi si chiede – ovviamente – è quella formulina “Da….A…“. Ecco qui il primo problema! Con il “Da…” andiamo un po’ meglio, il sito ti permette di non specificare l’aeroporto di partenza ma solo la Nazione, il che non è male se non si ha problemi a prendere un aereo a centinaia di Km da casa! Non è il mio caso! Ho fatto qualche tentativo in base alle mie esigenze: Verona, Trieste, Venezia, Bergamo. Alla fine ho scelto proprio quest’ultimo perché più economico rispetto a Venezia-Marco Polo ma con più scelta rispetto a Verona e Trieste.

Homepage skyscanner.it

Homepage skyscanner.it

La cosa bella di skyscanner.it è che non devo per forza aggiungere una destinazione (il famoso “A...” che mi ha creato un sacco di noie mentali) e nemmeno le “Date“, altro arduo step (per non dover scegliere la data basta cliccare sul calendario e scegliere l’opzione più conveniente, come “intero anno” o “tutto il mese“)! Quindi, in sostanza, la ricetta per questo esperimento è molto semplice, bastano solo tre cose:

  • nessuna meta prefissata
  • nessun “periodo” prestabilito
  • voglia di partire

Inserisco il numero dei passeggeri e VIA! A questo punto si apre una cascata, non è una metafora è proprio una cascata, di opportunità classificate in base alla Nazione e disposte in ordine di prezzo crescente. Provare per credere! Generalmente, ma non è detto, si scartano le città già visitate e quelle che “non ispirano” per concentrare l’attenzione su mete che stuzzicano e intrigano! In ogni caso skyscanner.it è un ottima soluzione per cercare ispirazione, ti mette davanti così tante opzioni che difficilmente uno non trova ciò che cerca! E se questo non fosse sufficiente basta dare un occhio alla sezione “News & Idee viaggio” per trovare una serie di articoli interessanti,ottimi per schiarirsi le idee! Se dovessi dare un giudizio al motore di ricerca, soprattutto mettendolo a confronto con le “ricerche tradizionali” di voli , gli darei un bel 9/10. Il 10 glielo conferirò solo quando sarò certa che in giro non c’è niente di meglio!!

Ah…per la cronaca, skyscanner si trova comodamente anche su Twitter e Facebook, così da essere sempre informati sulle mete più esaltanti, più calde, più economiche, o sui periodi migliori per viaggiare, per prenotare il viaggio o per pensare a un viaggio. Insomma un modo veloce e facile per trovare tanti spunti!

Adesso arriva la mia scelta personale. Dopo qualche ora passata a valutare le mete proposte ho ristretto il campo a due capitali: Madrid e Londra. Per motivi del tutto personali ho scelto LONDRA e sarà proprio lei la protagonista di questo #Quasi-DiarioDiViaggio! Congratulazioni alla vincitrice!!

Provate a vedere se c’è anche la vostra occasione: http://www.skyscanner.it/