La 25°ora – Il libro

Tu cosa faresti nel tuo ultimo giorno di libertà? Quali sarebbero le tue priorità, la prima cosa che faresti, quella che sembra essere la più importante di tutte? Se la mattina seguente dovessi salire su un autobus diretto in una prigione di Stato…Se per quella manciata di ore che ancora ti separano dall’inevitabile sei consapevole che per sette anni ogni singola cosa che vedi ora non la vedrai più…Se per questo tempo illusorio macerassi l’idea che la tua donna ti ha venduto…Se…

Di una cosa sono certa, quelle sarebbero le peggiori ore della tua vita.

Montgomery Brogan ha ventisette anni e una vita anche fin troppo eccitante. Quando gira per le strade di New York nel suo cappotto di cammello con Doyle al guinzaglio, la gente lo guarda. Non perchè è famoso…no, non per questo. Di certo è un ragazzo avvenente: folti capelli scuri, naso fino, occhi di un verde disarmante. Tuttatavia il motivo per il quale Monty attira l’attenzione della gente è un altro. È uno spacciatore, tanto per dirla semplice, ha iniziato vendendo marijuana ai ragazzi bene della scuola bene che frequentava e da cui è stato buttato fuori. Ancora prima che i suoi fedeli amici prendessero il diploma, Monty possedeva già il suo bel appartamento e aveva le tasche gonfie di quattrini. Voleva continuare quella vita solo per altri sei mesi, poi avrebbe chiesto al suo amico Frank Slattery di aiutarlo a investire tutti quei soldi, insomma avrebbe smesso.

Monty è giovane, bello, intelligente, pieno di soldi e con una ragazza fantastica, Naturelle. Il problema è che alla fine ha esagerato, ha peccato di avidità e dopo aver tirato la corda decisamente troppo a lungo, è stato beccato dalla DEA. Sono arrivati una mattina presto al suo appartamento, Naturelle li ha fatti entrare. Quei tre tizi erano completamente a loro agio, quello che sembrava il capo si è accomodato sul divano, mentre gli altri due girovagavano per l’appartamento col naso all’insù come due turisti al museo. Sapevano esattamente dove cercare…Qualcuno aveva venduto Monty.

Arresto, processo, cauzione, il bar del padre come pegno, condanna: sette anni rinchiuso nella prigione di Otisville, una delle peggiori. Montgomery è un bel ragazzo, lì dentro non durerà per sette anni.

Cosa farà Monty nel suo ultimo giorno di libertà? In genere, quando un amico parte per un viaggio lungo, gli si fa una festa d’addio. Di sicuro quella data in onore di Monty sarà la festa più triste e macabra di sempre. Tutti sanno che probabilmente il bel ragazzo non uscirà da Ottisville e che, anche se ne dovesse uscire, tutto sarà diverso: non ci saranno più Monty e Naturelle, la quale sicuramente non lo aspetterà per sette anni, difficilmente ci sarà ancora il trio delle superiori, Monty, Slattery e il buon vecchio Jacob Elinsky, il professore impacciato con pensieri proibiti verso le sue studentesse diciasettenni.

La vita cambia troppo drasticamente in sette anni e se già adesso i tre amici hanno preso strade diverse, di sicuro quando Monty uscirà, le cose che avevano in comune saranno praticamente nulle.

Un romanzo che si snoda tra momenti presenti e momenti passati, come un nostalgico flash back che avvolge i protagonisti. Ognuno ricorda qualcosa di bello o qualcosa di tragico che sarebbe meglio scordare, su Monty e sulle loro vite passate. È strano sapere che il tuo migliore amico, il tuo fidanzato, tuo figlio, sparirà dalla circolazione per sette lunghi anni. Sembra quasi impossibile da credere.

David Benioff ci aiuta in questa impresa così difficile e angosciante. La 25°ora è il suo romanzo d’esordio e sarà anche lo sceneggiatore dell’omimo film – che consiglio vivamente! – interpretato da un favoloso Edward Norton e diretto da Spike Lee (2002). La cariera di Benioff come sceneggiatore è forse più produttiva di quella di scrittore (tre romanzi pubblicati in totale). All’attivo ha collaborazioni come: Troy, Il cacciatore di acquiloni e X-Man le origini – Wilverine. Per il piccolo schermo invece ha collaborato a Il Trono di Spade e C’è sempre il sole a Philadelphia.

A conti fatti gli ingredenti per un romanzo avvicente e soprattutto molto umano ci sono tutti…Buona lettura!

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La 25°ora – David Benioff (Neri Pozza Editore, Tascabili, 2001)

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Il bambino ombra

Carl-Johan Vallgren, classe 1964, è un musicista e scrittore svedese. Dopo aver letto Il bambino ombra, affascinata dal suo modo di scrivere e dall’atmosfera che è riuscito ad evocare, ho cercato informazioni su di lui, con pessimi risultati. C’è un sito internet (vallgren.nu) in svedese, tranne alcune parti, se lo capite forse vi sarà più utile di quanto lo sia stato per me. Comunque, dalla biografia stampata sul libro vi posso dire questo: è tra i più noti ed apprezzati autori svedesi, nel 2002 ha vinto il premio August Prize per il romanzo Storia di un amore straordinario. Nel 2013 pubblica Il bambino ombra, edito in Italia da Marsilio Editori (2015), lavoro con il quale si è definitivamente affacciato sul panorama editoriale internazionale. Attualmente vive a Stoccolma con la moglie e tre figli.

Il bambino ombra è un romanzo che ho scelto, per così dire, dalla copertina. L’interesse verso i romanzi svedesi ce l’ho, più o meno, da quando ho letto Uomini che odiano le donne di Stieg Larsson. Sono autori con una innata capacità a scrivere thriller, descrivono fatti e situazioni in modo crudo e realistico, un atteggiamento perfetto per romanzi del genere. Non so da cosa dipenda, forse dal clima e dalle temperature gelide della loro terra, oppure dall’atmosfera a tratti buia, non lo so! Fatto sta che in questa branca sono eccelenti! Vallgren, chiaramente, non fa ecezzione.

Sotoccolma, 1970. È estate, ci sono i mondiali di calcio in Messico. Un uomo con i suoi due bambini, Kristoffer e Joel, si affretta per prendere il treno e tornare a casa. Joel è molto piccolo, dorme nel passegino, Kristoffer è più grande e passeggia vicino al papà aggrappato al passeggino del fratello. Devono prendere l’ascensore per arrivare al binario, ma Kristoffer fa i capricci: vuole salire a piedi. Lui non può con il passeggino e Kristoffer è troppo piccolo per andare da solo. No, non se ne parla. Una signora gentile sulla cinquantina, con un foulard, un vestito di cotone a fiori e un paio di stivali di gomma, è proprio vicino a loro mentre le porte dell’ascensore si aprono. Si offre di accompagnare Kristoffer per le scale, lo avrebbe tenuto per mano finchè non fosse arrivato papà. Il treno sta arrivando, si sente il rimbombo del suo passaggio sulle rotaie. Eh va bene, Kristoffer prende la signora gentile per mano. Le porte dell’ascensore si chiudono e il padre dei due bambini inizia a rimpiangere le tre pinte al doppio malto bevute poco fa. Arriva al binario e Kristoffer non c’è. Il piccolo non c’è più.

Si passa direttamente al maggio del 2012 e conosciamo Danny Katz, un ex tossicodipendente, un ex traduttore e programmatore di software alla Difesa, ha un talento innato per imparare e comprendere le lingue. Molti anni prima, prima di tutti i casini che lo hanno portato dov’è adesso, aveva conosciuto Joel Klingberg. Il piccolo Joel. Erano tra i pochi eletti scelti per un programma di addestramento speciale, proprio per la loro caratterista peculiare. Joel scompare nel nulla, inutile dire cosa rievoca la sua sparizione. Ma nel 2012 ormai la famiglia Klingberg è sfatta, rimane solo lui e il nonno Gustav, il patriarca di un’immensa fortuna. I genitori sono morti molti anni prima, quando Joel era un adolescente. Suicidio, dicevano. Non sopportavano più la perdida di quel bambino che nell’estate del 1970 sparì insieme ad una sconosciuta. Joel è cresciuto all’ombra di un fratello scomparso e del dolore che attanagliava e spaccava la famiglia. La moglie di Joel si rivolge proprio a Katz in nome della vecchia amicizia che lo legava al marito: l’unico di cui si poteva fidare, diceva sempre.

Katz accetta probabilmente proprio in nome di quella vecchia amicizia. Per trovare Joel dovrà scavare a fondo nella storia della famiglia Klingberg, addentrarsi sino all’origine della loro fortuna e, inevitabilmente, dovrà rivangare il passato sulla scomparsa del piccolo Kristoffer e sulla morte dei genitori dei due bambini.

Quando ho terminato il libro c’era una domanda che continuavo a pormi e ancora non ho trovato una risposta: quale dei due è il bambino ombra? Kristoffer perchè è effettivamente sparito nel nulla lasciandosi dietro un’ombra, o Joel che per tutta la vita è stato solo il sopravvissuto, quello che è rimasto mentre suo fratello maggiore è sempre stato un ammasso di possibilità inespresse. Joel che ha vissuto all’ombra del fratello. Kristoffer che è stato solo un ombra nella vita della famiglia Klingberg. Forse sono entrambi dei bambini ombra.

Questo dovrebbere essere il primo di una serie di romanzi aventi come protagonista Danny Katz. Lo spero, perchè se è così sarò tra i primi a leggerli!

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