La GENTE DA SAGRA – parte 3: Oktoberfest Monaco

Torna la serie GENTE DA SAGRA per portarvi dalla MADRE delle sagre mondiali! Signori e signore, Meine Damen und Herren, benvenuti all’Oktoberfest, l’unico, originale e inimitabile! Benvenuti a Monaco!

È come entrare nel più grande ed entusiasmante parco giochi per adulti che esista sulla faccia della Terra. C’è fracasso, musica, odori molesti, birra che scorre in fiumi dorati che si mescola al profumo di brezel appena sfornati dalle dimensioni eccessivamente esagerate, wurstel di tutte le grandezze e dai colori più disparati, arancioni, bianchi, verdini, olezzi di dubbia provenienza anche se qualcuno potrebbe definirli umani, gente, gente, gente ovunque. È l’apoteosi del divertimento! Non manca niente, c’è pure un lunapark se qualche scellarato vuole portarci i bambini o ancora peggio vuole fare un giro sulla ruota panoramica completamente sbronzo.3.1 OktoberfestEntriamo in una delle più antiche feste popolari d’Europa, pensate che il primo Oktoberfest risale al 12 ottobre 1810 ed era una festa di nozze! Piacerebbe pure a me un ricevimento così! Diciamo però che difficilmente me lo potrei permettere, invece il Principe ereditario Ludwing (poi Re Ludwing I) se lo poteva permettere eccome! Tutti i11.1 Oktoberfest cittadini di Monaco vennero invitati ad unirsi ai festeggiamenti della futura coppia reale, che si tennero nei campi davanti alla porta della città. Immaginate che marasma di gente ci dev’essere stato. Da allora l’Oktoberfest divenne un appuntamento annuale non solo per i cittadini della Baviera ma per tutto il mondo, ci sono stati solo 24 casi in cui non si tenne questa prodigiosa festa, a causa di guerre o epidemie. Direi dei motivi più che validi.

1.1 OktoberfestI capannoni che custodiscono il nettare degli Dei aprono alle 9.00, vi dico solo che noi siamo arrivati tipo alle 9.10 di un venerdì mattina ed era già pieno! Amando (e sottolineo amando) l’HB, la birra per eccellenza di Monaco e non solo, dal mio punto di vista, ci siamo accomodati nel biergarten. Fortunatamente abbiamo beccato una giornata favolosa, con un sole splendente e un’arietta fresca al punto giusto. In pochi minuti anche le zone esterne si sono riempite e verso le 13/14 del pomeriggio, degli omoni tutti vestiti di nero e parecchio minacciosi, hanno piazzato il classico nastro bianco/rosso all’entrata e arrivederci mondo! Si poteva entrare solo se qualcuno usciva.5.1 Oktoberfest

Ci sono 14 grandi capannoni dove potrete soddisfare la vostra sete incontrollata. Qui però vi porgo un problema, si perchè le tende sono – chiaramente – una diversa dall’altra, non solo per la birra che viene servita, ma anche per il cibo, la musica e l’atmosfera all’interno. Portate pazienza un attimino e mi spiegherò meglio. Quello che sto cercando di dirvi è che è estremamente importante scegliere prima dove si vorrebbe andare perchè una volta seduti, difficilmente si riuscirà ad entrare da qualche altra parte. Bene, allora i 14 capannoni tracondano delle birre ammesse all’Oktoberfest. Perchè ammesse? Perchè 6.1 Oktoberfestnon è che una birra qualsiasi può essere venduta in questo luogo mistico, eh no! Solo la birra che corrisponde alle caratteristiche prescritte nell’editto della Purezza emanato nel 1516 dal duca di Baviera Clemente IV (il Reinheitsgebot). Elemento obbligatorio: la birra venduta all’Oktoberfest deve essere prodotta entro i confini della città di Monaco. Ci sono sei birre che rispecchiano le caratteristiche richieste:

  1. Angustiner-Bräu
  2. Hacker-Pschorr-Bräu
  3. Löwenbräu
  4. Paulaner-Bräu7.1 Oktoberfest
  5. Spatenbräu
  6. Staatliches Hofbräu-München

Ne conoscete qualcuna? Voglio darvi qualche dritta su alcune delle 14 grandi tende, così da darvi un’idea, se volete saperne di più potete consultare il sito internet ufficiale, traducibile anche in inglese (oktoberfest.de), oppure acquistare una specie di guida di sopravvivenza veramente utile e fatta bene (Guida all’Oktoberfest – Come sopravvivere alla festa più pazza del mondo, di Alessandro Fico, Morelli Editore, 2014, 17.90€).

9.1 OktoberfestPartiamo dall’unica che ho visto io, in cui ho vissuto il mio Oktoberfest dalle 9.10 di mattina alle 16 di pomeriggio, momento in cui il mio fegato ha chiesto pietà accartocciandosi su se stesso all’alba dell’ottava birra da litro: Hofbräu Festzelt. Qui chiaramente si beve la superba e unica HB e siamo nella seconda più grande tenda (la prima è Winzerer Fähndl dove si serve Paulaner), con circa 9.992 posti a sedere ed è l’unica tenda con una zona in cui è possibile stare in piedi – ed essere comunque serviti! Per alcuni la tenda migliore però è l’Angustiner-Bräu (8.500 posti a sedere), l’unico padiglione a tenere la birra nelle tradizionali botti di legno. Assidue frequentatrici di questa tenda sono le famiglie, quindi troverete anche i più piccolini e di conseguenza un ambiente più rilassato e meno caotico, con meno cori e meno sfide di skull. All’Ochesenbraterei (7.600 posti a sedere) si serve come specialità culinaria il bue, ovvio, visto che è stata fondata da un 10.1 Okyoberfestmacellaio, e si beve Spaten. Infine due paroline sulla tenda che serve anche vino, la Weinzelt, sia mai che andate con qualcuno a cui non piace la birra (stendiamo un velo pietoso).

Oltre alle grandi tende ci sono 21 piccole tende, particolarmente attente alla qualità del cibo, anche e soprattutto perchè i posti a sedere sono meno rispetto a quelle grandi e quindi si tende a riservare una maggiore attenzione.

Bene, detto questo ci sono alcune REGOLE da cui non si può prescindere se si vuole provare l’ebrezza di questa festa stratosferica e unica al mondo:

  1. Arrivate ai padiglioni di buon’ora, anzi, ancora meglio: PRENOTATE IL TAVOLO. Considerate che dovrete mettervi all’opera almeno l’anno prima, quindi ormai fatelo per il 2016
  2. Si collega alla prima: BEVE SOLO CHI È SEDUTO! Se vi addormentate sul tavolo un signore non molto collaborativo o una signorina ancor meno dolce vi accompagneranno fuori dal padiglione. Le tavole verrano riempite sino all’orlo quindi vi troverete seduti con gente sempre diversa mano a mano che si danno il cambio
  3. SCEGLIERE IN ANTICIPO IL PADIGLIONE in cui volete trascorre la vostra incredibile avventura alcolica. Altra regola che si collega a quelle precedenti
  4. Un boccale di birra l’anno scorso costava 9.90€, inutile dire che non abbiamo mai visto uno straccio di resto! Quest’anno probabilmente l’avranno portata a 10€. Comunque, SIATE GENTILI CON LE CAMERIERE e loro saranno gentili con voi, altrimenti vi faranno passare le pene dell’inferno!
  5. Se volete rubare un bicchiere, FATELO DA FURBI altrimenti ve lo fanno pagare e ci fate pure una figura di cacca!

Dovrebbe essere tutto…Gli ingredienti per passare una giornata (o più, se ne avete il fisico) all’insegna della birra d’eccelenza, del buon cibo e del divertimento assoluto, ci sono tutti. Sarà un’esperienza incredibile tra la follia e la comicità, penso che solo all’Oktoberfest si possano osservare tipologie esotiche e del tutto fuori dal comune di esseri umani. Quando tornerete a casa vi sembrerà di essere stati in una dimensione parallela! Giuro!

PROSIT!!!

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VIAGGIO a modo MIO – parte 6: musei di londra

Nel post VIAGGIO a modo MIO – parte 4: le cose che TI DICONO di vedere a LONDRA avevo condotto un esperimento per creare una sorta di top ten di luoghi che non si possono non visitare a LONDRA. Con un po’ di sgomento è risultato che, indubbiamente, non si può tornare a casa senza aver visitato almeno un MUSEO! Infatti, tutte le guide prese a campione proponevano e riproponevano al viaggiatore curioso la visione di diverse raccolte d’opere, di fatto però ad essere menzionate con più insistenza sono state le più note: British Museum, National Gallery, Victoria & Albert Museum, Tate Museum, Natural History Museum e Madame Tussauds.

Ho cercato a lungo su libri ed internet il numero esatto di musei che la grande metropoli ospita, purtroppo senza risultato! Ce ne sono comunque per tutti i gusti, oltre ai classici più conosciuti, sparsi qua e là per la città ce ne sono alcuni di davvero insoliti e curiosi. Partiamo però da un classico perché qualunque sia l’opinione personale che ciascuno ha sui musei, non si può scordare che in essi si conserva la storia e la bellezza del AdobePhotoshopExpress_3518de7f63ae4bc582b5de0dbb6160e1passato e del presente ed è proprio questo il motivo per il quale non mi stancherò mai di visitare il BRITISH MUSEUM. Forse non comprenderò fino in fondo la portata storica delle meraviglie in esso conservate, ma questo non mi impedisce di emozionarmi alla vista di un sarcofago perfettamente conservato con adagiato accanto il fragile corpo mummificato di un uomo. Ad ogni modo, il British è il più vasto museo britannico, all’anno riceve più di 6 milioni di visitatori ed è, come molti altri musei a LONDRA, GRATUITO! Tra le opere principali si trova la celebre Stele di Rosetta. Anche se non sapete di cosa si tratta tranquilli, appena arriverete nei suoi paraggi capirete di essere nel posto giusto, una calca di gente armata di macchina fotograficha starà fotografando la teca di vetro, mettetevi in coda e ammirate cosa c’è dentro…non voglio rovinarvi la sorpresa. Tra le opere conservate al British che preferisco c’è la rovina di una maestosa ed enorme colonna del tempio greco più importante di Atene, il Partenone. Se vi posizionate accanto alla sezione del capitello e fate un confronto con la vostra altezza, resterete basiti nel constatare quanto enormi erano quelle colonne! In realtà si tratta di una collezione vastissima, diligentemente suddivisa in aree corrispondenti a varie civiltà e non basta un giorno per visitarlo meticolosamente. In ogni caso, se non siete tanto interessati ai reperti rinvenuti in Mesopotamia, ma vi attira di più la cultura egizia o romana, vi consiglio di informarvi prima sulle opere custodite e poi scegliere con cura cosa andare a vedere.

Tra le new entry di quest’ultimo viaggio c’è il TATE MODERN, non era nella top ten risultata dall’esperimento, ma poco mi importa! Da qualche anno, quando visito una AdobePhotoshopExpress_22825c5bc84a43a0b4e6a0afac550156nuova città, cerco subito un museo o galleria di arte moderna e contemporanea. A prescindere dal fatto che la tipologia di arte esposta piaccia o meno, si trovano cose a metà strada tra l’assurdo e il fantastico, in grado di scioccare il visitatore. Una delle mie attività preferite consiste nel fermarmi davanti ad un’opera e chiedermi, di solito con aria corrugata, cosa mai volesse trasmettere o far capire l’autore. Credo di non aver mai risposto a questa domanda. Ma torniamo al Tate. È considerata una delle quattro raccolte più importanti al mondo di arte moderna. Quali sono le altre tre? Il MoMa e il Guggenheim Museum di New York e il Musée National d’Art Moderne diAdobePhotoshopExpress_5fa2dbb27f8140bea64b13dedd72bc97 Parigi. Se vi piace il genere consiglio anche l’Hamburger Bahnhof – Museum für Gegenwart di Berlino, che ospita stupende opere di Andy Warhol. Al Tate troverete esposte opere di autori incredibili, da Pablo Picasso a Salvador Dalì e Joan Mirò, infine anche qui si possono ammirare alcune creazioni di Warhol. L’altra novità è stato il NATURAL HISTORY MUSEUM. Sarò sincera, ci sono andata solo perché all’interno sono conservate le ossa di un Dodo, ho sempre voluto vederle! Il resto è abbastanza per bambini, anche se il maestoso scheletro di un Diplodocus a grandezza naturale situato proprio all’entrata colpisce parecchio. Si tratta comunque di una visita rilassante, che non impegna più di tanto e incuriosisce, attenti però..se non siete degli amanti dei posti affollati pensateci su un paio di volte prima di entrare!

All’inizio del post vi ho parlato di musei insoliti che si trovano sparsi qua e là per LONDRA, uno tra tutti è THE GRANT MUSEUM OF ZOOLOGY dentro all’University College London. Un museo naturale sui generis, si trovano scheletri di scimmie, boccali di lombrichi, crani di elefanti, lo scheletro di una anaconda di 250 kg e tante altre cosucce carine per un totale di 62.000 esemplari! Se siete degli oculisti invece potrebbe interessarvi il BRITISH OPTICAL ASSOCIATION MUSEUM dove potrete trovare circa 2.000 paia di occhiali delle più svariate tipologie e soprattutto un bel cassetto zeppo di bulbi oculari artificiali che illustrano le varie malattie e infezioni che possono attaccare i vostri poveri occhi. Infine se siete dei fan sfegatati delle avventure del noto investigatore Sherlock Holmes, potete visitare il SHERLOCK HOLMES MUSEUM che si trova al nr. 239 di Baker Street, proprio accanto al nr. 221B di Baker Street, la nota residenza scelta da Arthur Conan Doyle per il suo personaggio.

Ce n’è davvero per tutti i gusti e la maggior parte sono gratuiti, quindi approfittatene e lanciatevi alla scoperta di curiose collezioni o di importanti raccolte di opere antiche alla ricerca del museo giusto per voi!

VIAGGIO a modo MIO – parte 5: L’aria che tira a Camden Town

Quando si visita una città per la prima volta si è pervasi di aspettative e di esaltante attesa. Eccitati si sfogliano le pagine della guida turistica alla ricerca del luogo insolito, ma allo stesso tempo famoso, per iniziare l’esperienza al meglio. Quando poi quel posto si trova davvero, e questa è cosa per nulla scontata, e si ritorna per un motivo o per l’altro nella città anni ed anni dopo, si è pervasi dalla voglia di rivederlo per sentire ancora una volta le emozioni già provate. Ecco, per me a Londra c’è un solo luogo così ed è Camden Town.AdobePhotoshopExpress_4c272c5bd6814760853dbe96358e1950

Se è vero che Londra è la città più cosmopolita, multietnica, multiculturale d’Europa, aAdobePhotoshopExpress_b51aa36525ef4637983148da370584d8 Camden Town è possibile vedere ad occhio nudo questa varietà. Un caotico mercato all’aperto in cui si trovano oggetti dei più svariati generi, se cercate qualcosa di stravagante e introvabile a Camden c’è di sicuro e non di un solo tipo! Le persone fluttuano da una bancherella all’altra, abbassandosi per passare sotto i bassi tendaggi, cercando di non urtare gli altri vaganti o la merce esposta.

Ciò che mi ha sempre colpito di questo luogo d’incontri sono però le persone che vi lavorano, tra le più stravaganti mai viste se si ha il tempo e la voglia di osservare non solo la merce ma anche i soggetti. Soprattutto passando vicino alla zona dedicata al cibo si entra nel vivo del mercato. Qui si viene letteralmente circondati da vapori, da odori che si mescolano facendo perdere al viaggiatore la cognizione dello spazio, si passa dal forte profumo di spezie orientali al calore del cibo messicano, per tornare alla delicatezza di una zuppa thai. Persone che urlano, chiamano i passanti con cenni della mano e larghi sorrisi per far assaggiare la loro specialità e lì in mezzo a questo caos il viaggiatore si rende conto di avere davanti le specialità culinarie di mezzo AdobePhotoshopExpress_1e18855c901648868d7681950b2ac8c8 1mondo stipate in un corridoio di pochi metri. Avrei mangiato di tutto! Ricorderò sempre la prima volta che ho pranzato a Camden, avevo optato per dei noodles con verdure e stavo cercando un posto in cui sedermi tra i tavolini sistemati un po’ a casaccio sotto l’ombra di qualche alberello, quando un tizio dallo sguardo un pochino perso alza la mano facendomi un segno per dirmi che dov’era seduto c’era posto. Io e l’amica con cui ero ci sediamo di fronte a lui e ad un altro personaggio anche lui un tantino perso nei suoi pensieri. Parliamo un po’, ci racconta che ha un piccolo negozietto proprio dall’altra parte del passaggio vicino ai tavoli, da lì dov’è seduto può vedere se qualcuno entra e finché non c’è nessuno può stare seduto tranquillo a godersi la sua pinta di Guinness. È simpatico, molto gentile e disponibile, ci fa compagnia finché pranziamo raccontandoci un po’ della sua vita elargendo sorrisi sbilenchi. Ecco, per me quel ragazzo è la gente di Camden!

Quello si prova in mezzo a tutto quel via vai di persone che si muovono alla ricercaAdobePhotoshopExpress_f1b03197f7924e61b3d953b028c972ec della migliore occasione o del pezzo più raro non è ansia o agitazione, lo trovo rilassante e curioso, passerei ore a vagare da un banco all’altro osservando gli artisti all’opera o stravaganti oggetti d’antiquariato non meglio definiti. Non serve avere fretta, il bello di Camden è che ti avvolge e quasi ti accompagna tra le sue strette stradine, ti inviata a perderti e a sperimentare qualcosa di nuovo. Di certo non te ne andrai senza aver trovato quella cosa che stavi cercando!

E poi ti capita di andare in bagno e uscire sorridendo perché dopo tutto a  Camden si trova anche questo…AdobePhotoshopExpress_2fd6c38567d84475af6b1b70efc48b38

VIAGGIO a modo MIO – parte 4: Le cose che TI DICONO di vedere a Londra

Stiamo pianificando il nostro prossimo viaggio e immancabilmente quando si va alla scoperta di una nuova città c’è sempre una guida turistica, un articolo, un blog, un amico o qualsiasi altra cosa che ti dice quali sono le attrazioni che assolutamente non puoi perdere e se poi ritorni a casa senza averle viste in pratica sei un pirla perché non la puoi capire e non la puoi assaporare se non vedi queste benedette attrazioni! Neanche fosse realmente possibile identificare un paese con l’opera d’arte o la struttura più conosciuta. È forse Roma solo il Colosseo? O New York la Statua della Libertà? Quando si va a Parigi lo si fa solo per vedere la Tour Eiffel? No, non credo proprio! Comunque vengano indicate – “Le 10 cose da vedere“, “Da non perdere“, “Le 10 migliori attrazioni“, ecc. – sicuramente sono un ottimo punto di partenza ma, nella maggior parte dei casi, io credo sia meglio prenderle con le pinze.

L’aspetto più eccitante e divertente del viaggio è proprio quello di imbattersi in luoghi apparentemente privi di rilevanza ma che racchiudono avventure incredibili, come i musei inconsueti, una volta per esempio ho visitato un minuscolo museo a Siena, si accedeva da una porticina stretta e ad un piccolo bancone ti attendeva una ragazza molto simpatica che con immensa allegria ti porgeva la brochure del museo delle torture medievali…grottesco e raccapricciante ma favoloso e assolutamente da vedere! Oppure può capitare di entrare per caso in un pub con la sola ed unica intenzione di sedersi e bere qualcosa per poi scoprire che proprio lì dove ti sei seduto un tempo sorgeva la famigerata taverna che ospitò quelle decine di persone che persero il Titanic perché non si svegliarono in tempo – causa eccessiva festa della sera prima, dicono. In sostanza credo siano proprio gli incontri e i luoghi meno probabili le attrazioni da cui nascono le storie più esaltanti, quelli che non puoi proprio perdere perché ti renderanno il viaggio unico, ricco di ricordi e sensazioni solo tue e quando qualcuno ti chiederà cos’hai visto nel tuo viaggio potrai raccontargli aneddoti incredibili.

Ad ogni modo, ho deciso di fare un esperimento e confrontare alcune top ten (o come le vogliate chiamare) per vedere cosa mi attende e cosa gli esperti ritengono meritevole di una visita. A campione ho preso due guide turistiche, una più dettagliata e l’altra formato “visite brevi”, e due dei siti internet che per primi appaiono quando su Google si digita la parola “LONDRA“.  Ecco i candidati:

  1. Londra – Guida città” della Lonely Planet;
  2. Londra” della linea Pocket sempre Lonely Planet.
  3. http://www.visitlondon.com/it
  4. http://www.londra.it/

Le/li apro per la prima volta alla ricerca di quella sezione che sicuramente ognuno di loro dedica alle nostre care attrazioni da non perdere, vediamo che succede!

Partiamo con la numero 1: “Londra-Guida città” (sotto mano ho un’edizione un po’ datata ma credo non cambierà più di tanto! Sesta edizione, 2008), in prima linea, subito dopo una breve introduzione, stampata su stilose pagine patinate troviamo proprio quello che stavamo cercando, la sezione “DA NON PERDERE” e via a cascata suddivisi per quartieri, le migliori attrazioni che ci può offrire LONDRA:

  • Nel West End da non perdere abbiamo il British Museum, quello che gli autori chiamano “Un mondo di teatri” e National Gallery.
  • Spostandoci nella City bisogna vedere il Monument, il Leadnhall Market e la Tower of London.
  • L’East End e le Docklands ci offrono il Doclands e il London Fields Lindo.
  • Passiamo nella zona nord con l’Hampstead Ponds, Camden Town e Highgate Cemetery.
  • A ovest non si può perdere una visitina al Notting Hill Carnival (se siete nel periodo giusto) e a Portobello Road.
  • Passaggio veloce a Greenwich e Southeast London per visitare l’Old Royal Naval College, il Thames Flood Barrier e Trafalgar Tavern.
  • A sud-ovest ci aspettano Hampton Court Palace, Kew Gardens e Richmond Park.
  • E per finire a sud non possiamo proprio perdere Battersea Power Station, l’Imperial War Museum e la Brixton Academy.

Un elenco molto ricco e variegato, a dire il vero mi ero aspettata una cosa diversa e decisamente più tadizionale, ne sono rimasta piacevolmente stupita. Ma passiamo al prossimo candidato, la guida Poket. Qui la nostra sezione si chiama ancora “DA NON PERDERE” (vabbè l’editore è lo stesso, portiamo pazienza). Partiamo con il British Museum, la National Gallery, Tower of London e il Tate Modern. Non possiamo poi tralasciare una visitina al Victoria & Albert Museum, al Natural History Museum, a Westminster Abbey e all’Houses of Parliament. Infine diamo anche un’occhiata alla St. Paul’s Cathedral, a Backingham Palace, al Kew Gardens e per finire all’Hampton Court Palace. Una lista notevolmente diversa da quella riportata nella sua “collega” e questa volta decisamente più tradizionale.

Vediamo ora il primo sito internet, vistlondon.com. Se ci date un’occhiata troverete un sito molto funzionale, giovane, colorato, pieno di idee, niente male per togliersi qualche curiosità. Cosa dice in merito alle cose assolutamente da vedere a LONDRA? Basta aprire il link “LE 10 MIGLIORI ATTRAZIONI DI LONDRA” (ecco qua la prima vera top ten! Cominciavo a disperare!):

  1. British Museum
  2. Tate Modern
  3. National Gallery
  4. Natural History Museum
  5. London Eye
  6. Victoria & Albert Museum
  7. Science Museum
  8. Torre di Londra
  9. Madame Tussauds
  10. Musei Reali di Greenwich

Ok, parliamone un momento. D’accordo che LONDRA ospita una quantità di musei inimmaginabile, ma su 10 attrazioni 7 musei? Non è un tantino eccessivo? E mi astengo dal commentare la n. 9. Speriamo nell’ultimo candidato a questo punto, il sito londra.it. Troviamo di nuovo il titolo più gettonato, “DA NON PERDERE“, e io che pensavo di trovare ovunque le 10 cose da vedere o roba così! Comunque, per londra.it non possiamo tornare a casa senza prima aver visto:

  1. London Eye
  2. Madame Tussauds (ANCORA?! ma davvero?!)
  3. Sea Life London Aqurium
  4. Hyde Park

Ecco…non so esattamente da che verso prendere questa lista. Immagino il prossimo viaggiatore che curioso apre questo sito, immediatamente sarà portato a curiosare sulla lista in questione perché nel bene o nel male gli darà un’idea di ciò che lo aspetta, lo vedo aprire il link e fissare perplesso sullo scherzo sta cosa con quattro voci che non può non lasciarti di sasso, lì con la fronte corrugata a chiederti se forse gli autori non si potevano sprecare un pochino di più.

Come è consuetudine al termine di ogni esperimento tiriamo le somme, dunque cosa ho capito? Prima di tutto non posso andare a LONDRA e non entrare in nemmeno un museo! I vincitori sono certamente i più famigerati, British Museum (in 3 liste su 4) e National Gallery (sempre 3 su 4), seguono a ruota con 2 richiami su 4 il Victoria & Albert Museum, il Tate Museum e il Natural History Museum. A malincuore, visto che è stato citato in 2 fonti su 4, ci sarebbe anche il  Madame Tussauds. Tra gli edifici simbolo di LONDRA (scordatevi Buckingam Palace, che si trova una sola volta, o la Elizabeth Tower, per gli amici semplicemente Big Ben) gettonata è la Torre di Londra e il London Eye. Se ci sta dentro si può fare al massimo una visitina alla svelta, tanto per.., alla St. Paul’s Cathedral e all’Houses of Parliament e con questi fanno 10!

Seguirò le statistiche? Mah…già a prima vista due/tre le scarterei, altre ho già avuto il piacere di vederle ma sinceramente ci tornerei anche all’istante quindi non si scartano, in fin dei conti le top ten sono delle linee guida giusto? Allora prendiamole così come vengono e sentiamoci liberi di tornare a casa senza aver visto una delle attrazioni da non perdere assolutamente…ve lo assicuro nessuno ci prenderà per dei pirla!